La Maddalena, la Cgil alla Regione: «Basta tagli nell’ospedale»
LA MADDALENA. Basta con i ricorrenti tentativi di chiusura dell’ospedale Paolo Merlo. Ma basta anche con le chiacchiere: servono iniziative precise perché il presidio sanitario continui a vivere...
2 MINUTI DI LETTURA
LA MADDALENA. Basta con i ricorrenti tentativi di chiusura dell’ospedale Paolo Merlo. Ma basta anche con le chiacchiere: servono iniziative precise perché il presidio sanitario continui a vivere garantendo assistenza ai cittadini e a chi frequenta l’arcipelago, che d’estate ospita migliaia di turisti. Lo dice la Cgil della Gallura, con una lunga lettera al presidente della Regione Christian Solinas e all’assessore Mario Nieddu, indirizzata anche al ministro della Salute e ad altre autorità. Prima il declassamento a punto di primo intervento, poi il tentativo di chiudere il reparto di Medicina con il trasferimento di sette pazienti al San Francesco di Nuoro sventato dalla reazione del personale e della città: per Luisella Maccioni, il segretario generale della Fp Cgil, e Jessica Cardia, responsabile del settore sanità, si è davanti alla prosecuzione della politica di smantellamento dello stato sociale cominciata alla fine degli anni 80 con «l’eutanasia attuata dell’Arsenale militare». Alla Maddalena, dice la Fp Cgil, «è chiuso il Servizio sanitario nazionale». Il sindacato non si limita alla denuncia, ma mette in campo una proposta: la «creazione a La Maddalena di un presidio con sede di Pronto Soccorso, istituendo un “Centro di Urgenza ed Emergenza” organizzato con un modello multidisciplinare che riunisce, nella stessa struttura, personale specialista in ambiti diversi. Con questa semplice operazione potremmo uscire anche dalle mannaie dei tagli ai punti nascita, perché il “posto letto” rimarrebbe invariato all’interno dei posti letto così detti Obi (osservazione breve ed intensiva), come sarebbe garantita la presenza di personale specializzato, insomma un presidio che sia messo in grado di seguire tutte le urgenze e le emergenze garantendo una qualità della prestazione costante. E che sia – spiega la Cgil – in grado di stabilizzare il paziente in attesa di eventuali trasporti verso sedi specialistiche, oppure di essere ricoverato o nella stessa o in altra struttura».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
