Corsi professionali, docenti senza paga da 3 anni
di Paolo Ardovino
La denuncia delle insegnanti della scuola di estetica: «Scaricabarile alla Regione, poi sono spariti»
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OLBIA. L’iniziativa è lodevole, ha saputo dare i mezzi e le certificazioni necessarie per permettere a tante giovani di immettersi nel mondo del lavoro. Qualcuna ha intrapreso la carriera da estetista in proprio, qualcun’altra in un centro estetico. Merito di un corso professionale ideato dalla Regione.
È andata decisamente peggio alle tante docenti che hanno partecipato e che ora, dopo tre anni, attendono ancora di essere retribuite. «Soldi che forse non arriveranno mai, ci sentiamo prese in giro», dice Katia Petta a nome di diverse insegnanti.
Il loro caso si riferisce al biennio 2017-2018, quando hanno insegnato nella scuola regionale di estetica al Cnos-Fap Salesiani a Olbia, in via Perugia.
Si trattava del programma “Ardisco”, pensato contro la dispersione scolastica e la disoccupazione giovanile, indirizzato a ragazzi e ragazze tra i 15 e i 18 anni. Un progetto composto da tanti corsi professionali di vari ambiti e della durata di due anni, al termine dei quali gli allievi hanno ricevuto certificazioni europee.
«Un’opportunità in più per minori con situazioni particolari – spiega Katia Petta – Erano vere e proprie lezioni, la materia principale era estetica, sì, ma c’erano anche discipline come italiano o inglese. Anche per quanto riguarda estetica, si divideva tra lezioni teoriche, ad esempio su dermatologia o come sterilizzare le attrezzature, e altre pratiche».
La prima campanella suonava alle 8.10 e si stava in aula fino a ora di pranzo. Dalle 14 alle 17 i corsi di recupero per gli alunni rimasti indietro negli studi, «corsi che solo in seguito abbiamo scoperto non sarebbero stati conteggiati nei pagamenti».
Il 31 maggio 2018 l’esame finale e l’ ultimo giorno di insegnamento: «Ci era stato detto di attendere qualche mese per i pagamenti».
Due piccoli acconti effettivamente sono arrivati. Poi il nulla. «Sono spuntate complicazioni burocratiche e abbiamo cominciato a sentirci prese in giro – racconta l’estetista olbiese – A contattarci fu Stefano Cavassa, direttore dei corsi del Cnos-Fap Salesiani, e a lui abbiamo sempre comunicato le nostre perplessità. Quando ci ha detto di aver cambiato mansione e di non poter fare più nulla, abbiamo cominciato allora a interfacciarci direttamente con la Regione».
Da allora, spiega Katia Petta, comincia un lungo giro di telefonate e scaricabarili: «Sono passati tre anni, e dalla Regione prima ci hanno fatto sapere che forse i pagamenti non sarebbero arrivati, ora non rispondono più». Retribuzioni dai 4mila euro in su a testa, che Katia Petta e le altre docenti non vogliono rassegnarsi a perdere.
È andata decisamente peggio alle tante docenti che hanno partecipato e che ora, dopo tre anni, attendono ancora di essere retribuite. «Soldi che forse non arriveranno mai, ci sentiamo prese in giro», dice Katia Petta a nome di diverse insegnanti.
Il loro caso si riferisce al biennio 2017-2018, quando hanno insegnato nella scuola regionale di estetica al Cnos-Fap Salesiani a Olbia, in via Perugia.
Si trattava del programma “Ardisco”, pensato contro la dispersione scolastica e la disoccupazione giovanile, indirizzato a ragazzi e ragazze tra i 15 e i 18 anni. Un progetto composto da tanti corsi professionali di vari ambiti e della durata di due anni, al termine dei quali gli allievi hanno ricevuto certificazioni europee.
«Un’opportunità in più per minori con situazioni particolari – spiega Katia Petta – Erano vere e proprie lezioni, la materia principale era estetica, sì, ma c’erano anche discipline come italiano o inglese. Anche per quanto riguarda estetica, si divideva tra lezioni teoriche, ad esempio su dermatologia o come sterilizzare le attrezzature, e altre pratiche».
La prima campanella suonava alle 8.10 e si stava in aula fino a ora di pranzo. Dalle 14 alle 17 i corsi di recupero per gli alunni rimasti indietro negli studi, «corsi che solo in seguito abbiamo scoperto non sarebbero stati conteggiati nei pagamenti».
Il 31 maggio 2018 l’esame finale e l’ ultimo giorno di insegnamento: «Ci era stato detto di attendere qualche mese per i pagamenti».
Due piccoli acconti effettivamente sono arrivati. Poi il nulla. «Sono spuntate complicazioni burocratiche e abbiamo cominciato a sentirci prese in giro – racconta l’estetista olbiese – A contattarci fu Stefano Cavassa, direttore dei corsi del Cnos-Fap Salesiani, e a lui abbiamo sempre comunicato le nostre perplessità. Quando ci ha detto di aver cambiato mansione e di non poter fare più nulla, abbiamo cominciato allora a interfacciarci direttamente con la Regione».
Da allora, spiega Katia Petta, comincia un lungo giro di telefonate e scaricabarili: «Sono passati tre anni, e dalla Regione prima ci hanno fatto sapere che forse i pagamenti non sarebbero arrivati, ora non rispondono più». Retribuzioni dai 4mila euro in su a testa, che Katia Petta e le altre docenti non vogliono rassegnarsi a perdere.
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