Badesi non è “svantaggiato”: stop fondi
di Sebastiano Depperu
Coldiretti attacca: «Siamo sconcertati, esclusi da compensazioni e bandi Psr»
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BADESI. Cambia il quadro delle zone svantaggiate nell'isola. Passano, infatti, da 279 a 309 i comuni della Sardegna che potranno accedere alle misure di sostegno, tra cui le indennità compensative (misura 13 Programma sviluppo rurale) a favore delle zone svantaggiate. Hanno perso la condizione di svantaggio nove Comuni, incluso Badesi. Con la presa d’atto della Conferenza Stato-Regioni, il ministero delle Politiche agricole ha infatti completato l’iter per la nuova delimitazione delle zone soggette a vincoli naturali significativi, diverse da quelle montane, sul territorio nazionale.
La nuova delimitazione scaturisce da un obbligo normativo europeo. Rispetto alle precedenti delimitazioni, che prendevano come riferimento prevalente parametri altimetrici e la presenza o meno di rete irrigua consortile nei territori, l’analisi ha tenuto conto anche di altri parametri (densità di bestiame, produzione standard del Comune per diverse colture, presenza di irrigazione).
«Siamo sconcertati – afferma il presidente di Coldiretti Badesi, Giovanni Mureddu – ed è stata una vera sorpresa, senza nessun coinvolgimento, calata dall'alto, senza alcuna concertazione. Ci vediamo esclusi da una condizione che ci priva di indennità compensative e del 10 per cento dei finanziamenti dei bandi Psr. Ci piacerebbe conoscere quali siano i criteri biofisici utilizzati per valutare una zona a rischio idrogeologico HI4 sottoposta a vincolo Pai, al Piano stralcio fasce fluviali, inserita nel Sic Foce del Coghinas e con buona parte dei terreni praticamente inutilizzabili, se non a pascolo, a causa della continua presenza di falde acquifere affioranti. Nessun nuovo investimento né tantomeno ampliamento di rete irrigua consortile è stato fatto da decenni, molti terreni risultano incolti e abbandonati».
A sostegno di una proposta di rivisitazione del piano interviene anche Giovanni Satta, consigliere regionale Psd'Az, sollecitato dagli esponenti locali del partito: «È assurdo escludere un comune come Badesi che, nonostante la sua vocazione turistica, non vive soltanto di questo, ma fonda sull’agricoltura una parte importante della sua economia. Ritengo necessario, nel merito, un intervento della Regione; perciò ho sottoscritto una mozione presentata dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia in consiglio regionale e chiederò a tutti gruppi di fare altrettanto».
La nuova delimitazione scaturisce da un obbligo normativo europeo. Rispetto alle precedenti delimitazioni, che prendevano come riferimento prevalente parametri altimetrici e la presenza o meno di rete irrigua consortile nei territori, l’analisi ha tenuto conto anche di altri parametri (densità di bestiame, produzione standard del Comune per diverse colture, presenza di irrigazione).
«Siamo sconcertati – afferma il presidente di Coldiretti Badesi, Giovanni Mureddu – ed è stata una vera sorpresa, senza nessun coinvolgimento, calata dall'alto, senza alcuna concertazione. Ci vediamo esclusi da una condizione che ci priva di indennità compensative e del 10 per cento dei finanziamenti dei bandi Psr. Ci piacerebbe conoscere quali siano i criteri biofisici utilizzati per valutare una zona a rischio idrogeologico HI4 sottoposta a vincolo Pai, al Piano stralcio fasce fluviali, inserita nel Sic Foce del Coghinas e con buona parte dei terreni praticamente inutilizzabili, se non a pascolo, a causa della continua presenza di falde acquifere affioranti. Nessun nuovo investimento né tantomeno ampliamento di rete irrigua consortile è stato fatto da decenni, molti terreni risultano incolti e abbandonati».
A sostegno di una proposta di rivisitazione del piano interviene anche Giovanni Satta, consigliere regionale Psd'Az, sollecitato dagli esponenti locali del partito: «È assurdo escludere un comune come Badesi che, nonostante la sua vocazione turistica, non vive soltanto di questo, ma fonda sull’agricoltura una parte importante della sua economia. Ritengo necessario, nel merito, un intervento della Regione; perciò ho sottoscritto una mozione presentata dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia in consiglio regionale e chiederò a tutti gruppi di fare altrettanto».
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