Giallo nella discoteca abbandonata, il 33enne si è sparato
TEMPIO. La morte di F.D nella discoteca abbandonata di Curragghja è stata un sucidio. Il piastrellista 33enne originario del Nuorese, ma da qualche anno residente a Tempio, si è sparato un colpo di...
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TEMPIO. La morte di F.D nella discoteca abbandonata di Curragghja è stata un sucidio. Il piastrellista 33enne originario del Nuorese, ma da qualche anno residente a Tempio, si è sparato un colpo di fucile a canne mozze. L’uomo è stato trovato cadavere nella tarda mattinata di lunedì dagli uomini del commissariato (titolari dell’inchiesta), che assieme ai carabinieri della compagnia di Tempio lo cercavano dopo la denuncia di scomparsa presentata dalla madre.
È l’unica notizia che trapela da parte degli inquirenti della Polizia di Stato che nel più stretto riserbo lavorano al caso con l’intento soprattutto di scoprire la provenienza del fucile e la particolarità delle canne mozze. Una tipologia di intervento vietata sull’arma, che però F.D. conosceva, tanto che il 25 agosto del 2017, quando ancora abitava nel Nuorese, lo aveva portato in carcere assieme a due altri amici.
Non essendosi fermati al posto di blocco di una pattuglia dei carabinieri, i tre, dopo un rocambolesco inseguimento, erano stati arrestati. In quella occasione i militari avevano trovato nell’auto, ben occultato, un fucile calibro 28 con le canne mozzate dello stesso tipo di quello usato da F.D. per togliersi la vita.
A dare l’allarme della sua scomparsa lunedì mattina, dopo cinque giorni di assenza da casa, era stata la madre del giovane. Negli ultimi tempi F.D. appariva depresso, in seguito, pare, a un incidente che gli aveva lasciato dei postumi alla testa che lo disturbavano parecchio Da quando il giovane si era trasferito a Tempio, però, mai nessuno in città ha avuto da ridire sul suo comportamento.
Ieri, quando la notizia della sua tragica fine ha cominciato a circolare, sono stati in tanti a rammaricarsi e a ricordarlo con affetto. (a.m.)
È l’unica notizia che trapela da parte degli inquirenti della Polizia di Stato che nel più stretto riserbo lavorano al caso con l’intento soprattutto di scoprire la provenienza del fucile e la particolarità delle canne mozze. Una tipologia di intervento vietata sull’arma, che però F.D. conosceva, tanto che il 25 agosto del 2017, quando ancora abitava nel Nuorese, lo aveva portato in carcere assieme a due altri amici.
Non essendosi fermati al posto di blocco di una pattuglia dei carabinieri, i tre, dopo un rocambolesco inseguimento, erano stati arrestati. In quella occasione i militari avevano trovato nell’auto, ben occultato, un fucile calibro 28 con le canne mozzate dello stesso tipo di quello usato da F.D. per togliersi la vita.
A dare l’allarme della sua scomparsa lunedì mattina, dopo cinque giorni di assenza da casa, era stata la madre del giovane. Negli ultimi tempi F.D. appariva depresso, in seguito, pare, a un incidente che gli aveva lasciato dei postumi alla testa che lo disturbavano parecchio Da quando il giovane si era trasferito a Tempio, però, mai nessuno in città ha avuto da ridire sul suo comportamento.
Ieri, quando la notizia della sua tragica fine ha cominciato a circolare, sono stati in tanti a rammaricarsi e a ricordarlo con affetto. (a.m.)
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