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Olbia

Introvabili i guanti monouso in lattice

Introvabili i guanti monouso in lattice

L’allarme di commercianti e ristoratori: «Non ci sono se non a prezzi esagerati» 

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OLBIA. Prima erano l’Amuchina e le mascherine chirurgiche (soprattutto quelle a 50 centesimi annunciate dal Governo), adesso anche i guanti monouso in lattice. Sono introvabili, semplicemente. Da qualche giorno se ne sono perse le tracce nei negozi dove abitualmente erano a disposizione, e se ancora si trova qualche confezione succede di acquistarla a un prezzo esagerato. È l’insostenibile sorte dei dispositivi di sicurezza imposti dalle regole ferree dell’emergenza coronavirus: merce rara, costosa e persino fastidiosa.

Il segnale d’allarme (e di protesta) arriva da commercianti, artigiani, titolari di pubblici esercizi, farmacie, bar e ristoranti, macellerie, pescherie, supermercati. Tutti lavorano incessantemente sin dal primo giorno dell’emergenza sanitaria o hanno appena ripreso l’attività dopo il lockdown oppure ancora si accingono a farlo lunedì. E tutti sono alla disperata ricerca della famigerata accoppiata mascherina-guanti, cotone e lattice indispensabili per lavorare in sicurezza e non incorrere in sanzioni pesanti. Il problema è che se almeno le mascherina sono ricomparse, dei guanti monouso invece non si vede l’ombra. Spariti nel vortice dell’usa-e-getta proprio nel momento del massimo bisogno, innescando la solita caccia al tesoro che alla fine porta al risultato di pagare un prezzo spropositato (anche 17 euro per una confezione). Farmacie e supermercati, tabaccherie e mercerie sono sprovviste del prezioso (?) lattice e non si sa nemmeno quando arriveranno i rifornimenti. Niente da fare anche per chi tenta di superare l’ostacolo con l’acquisto online: merce indisponibile, lunghe attese e tempi di consegna irragionevoli. Insomma, un altro buco nell’acqua.

Non è naturalmente solo un problema di Olbia o della Gallura, visto che gli stessi appelli giungono da tutta la Sardegna e anche da tutta Italia. Anzi, altrove (nel Pavese, a Napoli, in Toscana) stanno già intervenendo le associazioni di tutela dei consumatori, visto che è un nonsense imporre l’obbligo di utilizzare un prodotto che non è disponibile sul mercato a un prezzo ragionevole. Il rischio, infatti, come sempre accade in questi casi, è che la scomparsa di un prodotto spalanchi la porta a ogni genere di speculazione. Esattamente come è già accaduto (e sta accadendo ancora) con le mascherine e i disinfettanti sin dalle prime battute dell’emergenza. I furbetti del cotone sono spuntati come funghi, ora è il turno di quelli del lattice. (m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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