La Cgil: un protocollo-sicurezza per il rientro a lavoro negli enti
OLBIA. Anche nella fase 2 che muove ora i primi passi, fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica, il “lavoro agile” resta la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione...
1 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. Anche nella fase 2 che muove ora i primi passi, fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica, il “lavoro agile” resta la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa e di conseguenza la presenza di personale negli uffici continua ad essere limitata alle sole funzioni essenziali (pagamento stipendi, attività logistiche essenziali e altro ancora). Pertanto, si pone ancora un problema di sicurezza sanitaria dei dipendenti che prestano servizio in sede, ma anche già si prospetta l’esigenza di tutelare e garantire la massima sicurezza ai dipendenti che si accingono a rientrare a lavoro per garantire la riattivazione, anche parziale, dei servizi erogati dagli enti. Da questo presupposto la Cgil funzione pubblica bussa già alla porta della Provincia, dei Comuni e del Consorzio industriale Cipnes. L’obiettivo è un protocollo condiviso per garantire ai lavoratori adeguati livelli di protezione. Una lettera inn tal senso è stata inviata nei giorni scorsi nei giorni scorsi dal segretario della Fp Cgil Luisella Maccioni al sub commissario della zona omogenea Olbia Tempio, ai sindaci del territorio e alla direzione del Cipnes. Il sindacato ricorda agli enti gli adempimenti che riguardano i livelli di protezione e sottolinea anche la necessità che nel Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole contenute nel protocollo di regolamentazione partecipino anche le rappresentanze sindacali aziendali dei lavoratori.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
