Santa Giusta, la solitudine del caposocio
di Pietro Zannoni
Calangianus, Gian Mario Cossu la portato la bandiera della festa senza fedeli
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CALANGIANUS. Nell’edizione 2020 della festa della patrona Santa Giusta, che si è dovuta limitare alla sola parte religiosa a causa delle restrizioni anti-Covid, occorre segnalare tutta la sofferenza e il disagio che si è portato dentro di sé il caposocio Gian Mario Cossu, che si è ritrovato in solitudine in uno dei giorni tradizionalmente più festosi della vita sociale del paese. Attorno a lui mancava la cornice lieta e rumorosa degli amici più cari che l’obriere di solito sceglie. Di certo passerà alla storia per essere stato il caposocio di una festa insolita. Originario di Tisiennari, ben integrato a Calangianus, fatica e gioia della festa le conosce bene. Anni fa ha guidato i “fidali” nelle feste popolari di settembre. Il portare a spalla la bandiera di Santa Giusta dietro il simulacro, trasportato su un automezzo, significava ben altro stavolta. Lui e il sindaco Albieri hanno rappresentato tutto un popolo che manifesta un profondo sentimento religioso e attaccamento alla patrona che il coronavirus ha come risvegliato. «Sono orgoglioso di averlo affrontato e di aver portato la bandiera in quelle strade» ha detto Cossu. A fine messa, via Canale 48, aveva detto: «Ringrazio i compaesani che ci hanno accolto a braccia aperte nelle loro case durante la questua, dimostrando come sempre grande ospitalità e il gran cuore gallurese. Ma ci scusiamo con le tante famiglie che non hanno potuto ricevere la bandiera della nostra patrona. Purtroppo questa pandemia ci ha impedito di proseguire e completare il nostro percorso. Auguri al nuovo comitato sperando che si affronti al più presto un nuovo corso».
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