Riecco “Tiramisù” caffè e bignè al banco tra separé di plexiglass
OLBIA. Dal punto di vista estetico, il posto è cambiato in maniera drastica. Tavoli distanti, sì, quello come tutti gli altri locali, ma lungo tutto il bancone ora la scena la prendono i pannelli in...
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OLBIA. Dal punto di vista estetico, il posto è cambiato in maniera drastica. Tavoli distanti, sì, quello come tutti gli altri locali, ma lungo tutto il bancone ora la scena la prendono i pannelli in plexiglass, insieme ad altri divisori tra un divanetto e l’altro. La caffetteria e pasticceria “Tiramisù” non ci ha pensato troppo, è corsa ai ripari. Ieri la riapertura è coincisa con il compleanno dell’attività di viale Aldo Moro. Tre anni. Festeggiati con l’iniziativa, intelligente e ben riuscita, del caffè offerto a tutti i clienti – almeno trecento durante tutta la mattinata dice il titolare, Stefano Cossu: «Riprendiamo e lo facciamo con gli orari normali, e con tutti i distanziatori necessari».
Chi prende il caffè al bancone scherza sul fatto che quasi si sente alle poste, diviso dagli altri clienti da i pannelli laterali oltre che da uno di fronte per interagire col barista evitando le famose goccioline di saliva. I colori che dominano l'entrata sono quelli di sempre, spiccano dalla grande vetrina centrale i bignè, i cornetti, le torte e tutte le creazioni di pasticceria. Il personale ha subito un ridimensionamento importante: «Eravamo in ventitré, ora dieci». A maggior ragione, spiega, è stata importante l’attività di preparazione dello staff svolta con il formatore Tore Spinosa. Quest’ultimo conferma: «Specie dopo questa emergenza, l’accoglienza del cliente è importante». Chi entra dall’ingresso principale, lo si avverte, ha il bisogno di sentirsi al sicuro, ormai si è capito che è questa la nuova priorità con cui serve fare i conti. «Ci siamo affidati a un professionista della formazione per questo motivo – aggiunge Cossu – per sapere come accogliere il cliente e come rivolgerci a lui, per dare un servizio in più oltre alla qualità dei nostri prodotti». E già ritornano scene di quotidianità, il tè pomeridiano tra amiche, il caffè prima di lavoro. (p.a.)
Chi prende il caffè al bancone scherza sul fatto che quasi si sente alle poste, diviso dagli altri clienti da i pannelli laterali oltre che da uno di fronte per interagire col barista evitando le famose goccioline di saliva. I colori che dominano l'entrata sono quelli di sempre, spiccano dalla grande vetrina centrale i bignè, i cornetti, le torte e tutte le creazioni di pasticceria. Il personale ha subito un ridimensionamento importante: «Eravamo in ventitré, ora dieci». A maggior ragione, spiega, è stata importante l’attività di preparazione dello staff svolta con il formatore Tore Spinosa. Quest’ultimo conferma: «Specie dopo questa emergenza, l’accoglienza del cliente è importante». Chi entra dall’ingresso principale, lo si avverte, ha il bisogno di sentirsi al sicuro, ormai si è capito che è questa la nuova priorità con cui serve fare i conti. «Ci siamo affidati a un professionista della formazione per questo motivo – aggiunge Cossu – per sapere come accogliere il cliente e come rivolgerci a lui, per dare un servizio in più oltre alla qualità dei nostri prodotti». E già ritornano scene di quotidianità, il tè pomeridiano tra amiche, il caffè prima di lavoro. (p.a.)
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