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Olbia

la lettera 

«Non trasformeremo l’asilo in un campo estivo improvvisato»

«Non trasformeremo l’asilo in un campo estivo improvvisato»

Mi chiamo Giovanna Pani e sono la titolare del nido d’infanzia Pollicino, piccola struttura a Olbia. Scrivo questa lettera durante l’ennesima notte insonne passata a ragionare su quello che ci sta...

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Mi chiamo Giovanna Pani e sono la titolare del nido d’infanzia Pollicino, piccola struttura a Olbia. Scrivo questa lettera durante l’ennesima notte insonne passata a ragionare su quello che ci sta accadendo e su come sia possibile. Partiamo dal principio: mercoledì 4 marzo intorno alle 19 ci è stato comunicato in fretta e furia che avremmo dovuto chiudere a causa del dilagarsi dell’epidemia. Tra la paura e il disorientamento di chi non sa cosa lo aspetta e lo sconcerto di comunicare ai genitori che da lì a poche ore avrebbero dovuto riorganizzare completamente la loro vita, abbiamo chiuso la porta del nostro piccolo nido. Da quel momento in poi l’attesa infinita e il distacco dal mondo esterno, imposto a tutti. Va bene, è doveroso.

Dopo due mesi di totale silenzio (parlo ovviamente della nostra attività), durante i quali se siamo sopravvissuti é solo ed esclusivamente grazie all’aiuto spontaneo dei genitori, si apre un piccolo spiraglio di luce e sentiamo parlare di “possibile riapertura anticipata in fase sperimentale di servizi educativi all’infanzia” con tanto di frasi commoventi sui bambini e le loro difficoltà. Si riaccende la speranza, e nonostante le varie linee guida restrittive di cui sentiamo parlare, siamo pronte a riorganizzare completamente il nostro lavoro pur di ricominciare, piano piano, insieme ai nostri bambini.

Il 16 maggio l’ultima e definitiva presa in giro. Un decreto che prevede date di riapertura di qualsiasi attività: negozi, bar, ristoranti, parchi, teatri, spiagge. Di tutto di più, tranne noi. Sentiamo addirittura che dal 15 giugno verrá proposto “un ventaglio di attività ludiche per bambini e ragazzi” con tanto di linee guida per campi estivi e parchi all’aperto per bambini dai 3 anni in su. Ora , le nostre domande sono: come è possibile che vengano riaperte tutte le attività possibili e inimmaginabili e non si pensi a quei genitori che hanno figli al di sotto dei 3 anni e non sanno a chi affidarli oppure si troveranno costretti a lasciarli con baby sitter sconosciute e improvvisate pur di poter tornare a lavoro? Come è possibile che il comitato tecnico scientifico trovi così complicato riaprire un asilo nido e proponga regole rigide al suo interno, quando al di fuori i bambini , con le riaperture previste, avranno altre mille possibilità di incontrarsi e creare assembramenti? E ancora. come è possibile che si lasci morire un’attività di un valore fondamentale come la nostra, abbandonandola completamente a se stessa? Una cosa posso dirla con certezza e non è di certo dettata dalla rabbia che provo in questo momento, nell’assistere allo svanire di tutti i sacrifici fatti da me e dalla mia famiglia per questo lavoro, piuttosto dalla consapevolezza dell’importanza fondamentale e del valore educativo dei nostri servizi, per i genitori, ma soprattutto per i bambini: non siamo disposte a trasformarci in un campo estivo improvvisato, denaturando completamente la nostra attività, pur di campare e portare un piatto a tavola, piuttosto chiuderemo i battenti. Tutto questo è vergognoso.

Giovanna Pani

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