la lettera
«Per la Regione e il Governo gli asili nido privati sono invisibili»
Anche noi, asilo nido privato “Le coccinelle” di Olbia, stiamo aspettando un segno di vita da parte dei due governi riguardo le difficoltà del nostro settore, che potrebbe vedere la possibile...
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Anche noi, asilo nido privato “Le coccinelle” di Olbia, stiamo aspettando un segno di vita da parte dei due governi riguardo le difficoltà del nostro settore, che potrebbe vedere la possibile chiusura di almeno 2/3 delle strutture ancora prima che il Decreto Maggio/Rilancio possa mettere a disposizione i presunti aiuti economici previsti in bozza, o che il nostro governatore possa prendere coscienza della nostra esistenza.
Ho parlato di chiusura in quanto noi asili nido privati sopravviviamo con le sole rette (e solo quelle) rispetto alle altre realtà simili convenzionate dalle Regioni. Rette che con la chiusura delle attività causa virus, hanno smesso di pervenire con l’impossibilità di far fronte a qualsiasi spesa viva. A questo stato, già grave, si aggiunge la nostra “invisibilità” a tutti i livelli, che ne ha compromesso fino a oggi una presa in carico da chi di dovere per poterci aiutare economicamente, non per riaprire, ma ancora prima per poter parare il colpo in attesa di una futura riapertura (per chi reggerà l’urto). E poi l’impossibilità di reggere una riapertura al lavoro reale, viste le spero non definitive norme “studiate” dagli esperti di alcuni ministeri, comitati e società di pediatri presenti nel “Decreto Maggio/Rilancio” per una probabile riapertura a giugno. Norme che di fatto ci darebbero il colpo di grazia. Ho seguito la nostra situazione da alcune settimane nei media e, conoscendo bene la nostra politica nel suo iter, subito dopo il Decreto Marzo, non avendo trovato alcun cenno al nostro settore, ho dato inizio a un risveglio informativo e di responsabilità diretta prima agli amministratori regionali e poi ai nazionali per segnalare la nostra esistenza ed evitare così qualsiasi scusa. Il 14 marzo ho inviato una richiesta di aiuto agli assessorati al Lavoro e alle Finanze regionali informandoli del nostro stato, il 24 marzo ho inviato su Facebook una relazione più ampia e dettagliata ai rappresentanti locali nel Governo e nella Regione; il 25 marzo la stessa relazione ampliata la invio al presidente del Consiglio dei ministri; il 30 marzo il consigliere regionale Giuseppe Meloni mi conferma una istanza al governatore Solinas; l’8 aprile coinvolgo la capogruppo M5s in consiglio regionale con la relazione: l’11 aprile coinvolgo con lo stesso documento il ministro Lucia Azzolina, il governatore Solinas e l’assessore regionale Andrea Biancareddu; il 16 aprile il gruppo M5s presenta la mozione al governatore. In ultima battuta, dopo aver valutato l’allora Decreto Maggio in embrione con le norme-capestro citate, il 10 maggio invio al presidente Conte e al ministro Azzolina un’altra relazione sui problemi che tali norme possono far nascere, rendendo la cura peggio della malattia da curare . Nella Nuova Sardegna del 19 maggio leggo che “Solinas e Biancareddu in merito avevano garantito vari incontri”, non ho idea chi vogliano incontrare a garanzia. Anche a Roma hanno fatto vari incontri e infatti vediamo i risultati. Il lavoro reale è un altro pianeta . Forse andrà tutto bene.....
Giorgio Calvisi
Ho parlato di chiusura in quanto noi asili nido privati sopravviviamo con le sole rette (e solo quelle) rispetto alle altre realtà simili convenzionate dalle Regioni. Rette che con la chiusura delle attività causa virus, hanno smesso di pervenire con l’impossibilità di far fronte a qualsiasi spesa viva. A questo stato, già grave, si aggiunge la nostra “invisibilità” a tutti i livelli, che ne ha compromesso fino a oggi una presa in carico da chi di dovere per poterci aiutare economicamente, non per riaprire, ma ancora prima per poter parare il colpo in attesa di una futura riapertura (per chi reggerà l’urto). E poi l’impossibilità di reggere una riapertura al lavoro reale, viste le spero non definitive norme “studiate” dagli esperti di alcuni ministeri, comitati e società di pediatri presenti nel “Decreto Maggio/Rilancio” per una probabile riapertura a giugno. Norme che di fatto ci darebbero il colpo di grazia. Ho seguito la nostra situazione da alcune settimane nei media e, conoscendo bene la nostra politica nel suo iter, subito dopo il Decreto Marzo, non avendo trovato alcun cenno al nostro settore, ho dato inizio a un risveglio informativo e di responsabilità diretta prima agli amministratori regionali e poi ai nazionali per segnalare la nostra esistenza ed evitare così qualsiasi scusa. Il 14 marzo ho inviato una richiesta di aiuto agli assessorati al Lavoro e alle Finanze regionali informandoli del nostro stato, il 24 marzo ho inviato su Facebook una relazione più ampia e dettagliata ai rappresentanti locali nel Governo e nella Regione; il 25 marzo la stessa relazione ampliata la invio al presidente del Consiglio dei ministri; il 30 marzo il consigliere regionale Giuseppe Meloni mi conferma una istanza al governatore Solinas; l’8 aprile coinvolgo la capogruppo M5s in consiglio regionale con la relazione: l’11 aprile coinvolgo con lo stesso documento il ministro Lucia Azzolina, il governatore Solinas e l’assessore regionale Andrea Biancareddu; il 16 aprile il gruppo M5s presenta la mozione al governatore. In ultima battuta, dopo aver valutato l’allora Decreto Maggio in embrione con le norme-capestro citate, il 10 maggio invio al presidente Conte e al ministro Azzolina un’altra relazione sui problemi che tali norme possono far nascere, rendendo la cura peggio della malattia da curare . Nella Nuova Sardegna del 19 maggio leggo che “Solinas e Biancareddu in merito avevano garantito vari incontri”, non ho idea chi vogliano incontrare a garanzia. Anche a Roma hanno fatto vari incontri e infatti vediamo i risultati. Il lavoro reale è un altro pianeta . Forse andrà tutto bene.....
Giorgio Calvisi
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