«Riapriamo il tribunale» Ma si riparte nel disastro
di Antonello Sechi
Il presidente Magliulo dà l’annuncio sui social: proviamo a dare giustizia Poi denuncia: «Pochi giudici, siamo tra quelli che stanno peggio in Italia»
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OLBIA. C’è una fase 2 anche per l’amministrazione della giustizia in Gallura e porta la firma Giuseppe Magliulo, presidente del tribunale di Tempio. Una mano gentile quando annuncia che domani riapre i battenti il palazzo di giustizia. Dura e risoluta quando spiega che la chiusura per il coronavirus non ha aggiunto danni particolari, perché la giustizia, in Gallura, agonizza in terapia intensiva già da troppo tempo.
Magliulo, 60 anni, originario di Pozzuoli, evidentemente non vive nella torre d’avorio in cui spesso si ritrova chi svolge la sua funzione. Infatti sceglie il modo più popolare di tutti, i social, il suo profilo Facebook, per annunciare che domani riapre il tribunale. Un lungo post con il quale spiega anche che, poiché le norme anti-contagio vanno ancora e a maggior ragione rispettate nel luogo in cui si amministra la giustizia, ha cercato di rendere comunque amichevole la procedura di accesso al palazzo. «Proveremo – scrive – con grandissima prudenza e attenzione per la tutela della salute di tutti, a riprendere per quanto possibile le attività ordinarie del nostro Tribunale. Cercheremo, con le risorse assolutamente insufficienti di cui disponiamo e quindi nel nostro piccolo e con i nostri limiti umani e professionali, di ricominciare ad amministrare giustizia al servizio della nostra Comunità. Di concorrere con passione, umiltà e rispetto a ripristinare la legalità per le tante persone che da troppo tempo attendono invano giustizia. E lo faremo, con tutte le energie di cui disponiamo, anche in onore dei tanti servitori dello Stato che hanno pagato con la vita il loro servizio per la Giustizia». L’apertura del tribunale, in questa fase, è riservata a persone “legittimate”, a cominciare dagli avvocati e da chi è coinvolto in processi o altre attività. Si entrerà a orario prestabilito e attraverso un “front office” che farà filtro al piano terra. Magliulo si preoccupa del confort di chi dovrà attendere e ha fatto allestire uno spazio dedicato, «una piccolissima cosa – spiega – ma che, in ragione delle pressoché inesistenti risorse a disposizione, vuole essere il segno di una grandissima attenzione e rispetto per l’utenza al cui esclusivo servizio sono, siamo tutti noi che operiamo nel nostro ufficio giudiziario. Vuole essere solo un modo “gentile” per “accogliere” con un pizzico di “bellezza” e nel modo migliore possibile le persone che si rivolgono a noi per invocare il rispetto delle regole». Meno gentile, Giuseppe Magliulo, è quando gli si chiede che danni ha fatto il lockdown. «Non è cambiato molto – risponde –, venivamo da sei mesi di astensione degli avvocati, abbiamo continuato a garantire i processi con persone detenute o che si stavano prescrivendo. Un’astensione condivisibile: la pianta organica è assolutamente insufficiente, questo tribunale è tra quelli che stanno peggio in Italia, lo ha riconosciuto lo stesso ministero». Il presidente del tribunale gallurese ha denunciato più volte la situazione della giustizia nel nordest dell’isola. Lo fa ancora ricordando qualche numero: «Il nostro è il tribunale con più pendenze e con iscrizioni in crescita: 13mila fascicoli penali contro i 10mila di Cagliari, che al contrario di noi ha decine di giudici. A Tempio abbiamo complessivamente 25mila procedimenti pendenti e solo otto giudici, ovvero 3mila procedimenti a testa contro i 400 di altri tribunali della Sardegna». Il tribunale gallurese riapre domani e se garantire giustizia resta una mission quasi impossibile almeno la gente avrà qualcuno con cui parlare. Lui, Giuseppe Magliulo, è sempre disponibile.
Magliulo, 60 anni, originario di Pozzuoli, evidentemente non vive nella torre d’avorio in cui spesso si ritrova chi svolge la sua funzione. Infatti sceglie il modo più popolare di tutti, i social, il suo profilo Facebook, per annunciare che domani riapre il tribunale. Un lungo post con il quale spiega anche che, poiché le norme anti-contagio vanno ancora e a maggior ragione rispettate nel luogo in cui si amministra la giustizia, ha cercato di rendere comunque amichevole la procedura di accesso al palazzo. «Proveremo – scrive – con grandissima prudenza e attenzione per la tutela della salute di tutti, a riprendere per quanto possibile le attività ordinarie del nostro Tribunale. Cercheremo, con le risorse assolutamente insufficienti di cui disponiamo e quindi nel nostro piccolo e con i nostri limiti umani e professionali, di ricominciare ad amministrare giustizia al servizio della nostra Comunità. Di concorrere con passione, umiltà e rispetto a ripristinare la legalità per le tante persone che da troppo tempo attendono invano giustizia. E lo faremo, con tutte le energie di cui disponiamo, anche in onore dei tanti servitori dello Stato che hanno pagato con la vita il loro servizio per la Giustizia». L’apertura del tribunale, in questa fase, è riservata a persone “legittimate”, a cominciare dagli avvocati e da chi è coinvolto in processi o altre attività. Si entrerà a orario prestabilito e attraverso un “front office” che farà filtro al piano terra. Magliulo si preoccupa del confort di chi dovrà attendere e ha fatto allestire uno spazio dedicato, «una piccolissima cosa – spiega – ma che, in ragione delle pressoché inesistenti risorse a disposizione, vuole essere il segno di una grandissima attenzione e rispetto per l’utenza al cui esclusivo servizio sono, siamo tutti noi che operiamo nel nostro ufficio giudiziario. Vuole essere solo un modo “gentile” per “accogliere” con un pizzico di “bellezza” e nel modo migliore possibile le persone che si rivolgono a noi per invocare il rispetto delle regole». Meno gentile, Giuseppe Magliulo, è quando gli si chiede che danni ha fatto il lockdown. «Non è cambiato molto – risponde –, venivamo da sei mesi di astensione degli avvocati, abbiamo continuato a garantire i processi con persone detenute o che si stavano prescrivendo. Un’astensione condivisibile: la pianta organica è assolutamente insufficiente, questo tribunale è tra quelli che stanno peggio in Italia, lo ha riconosciuto lo stesso ministero». Il presidente del tribunale gallurese ha denunciato più volte la situazione della giustizia nel nordest dell’isola. Lo fa ancora ricordando qualche numero: «Il nostro è il tribunale con più pendenze e con iscrizioni in crescita: 13mila fascicoli penali contro i 10mila di Cagliari, che al contrario di noi ha decine di giudici. A Tempio abbiamo complessivamente 25mila procedimenti pendenti e solo otto giudici, ovvero 3mila procedimenti a testa contro i 400 di altri tribunali della Sardegna». Il tribunale gallurese riapre domani e se garantire giustizia resta una mission quasi impossibile almeno la gente avrà qualcuno con cui parlare. Lui, Giuseppe Magliulo, è sempre disponibile.
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