Pioggia di multe annullate per la Ztl al centro storico
di Serena Lullia
In consiglio comunale arriva la discussione di cinquanta debiti fuori bilancio Piccinnu, Pd: «Cittadini presi in giro dal sindaco, pagate sanzioni non dovute»
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OLBIA. Il giudice di pace riapre la guerra della Ztl in corso Umberto. Ci sono altre 50 multe annullate per cui il Comune è chiamato a risarcire le spese legali sostenute dai cittadini. 250 euro circa per ogni pratica. «E ci saranno altre sentenze di questo tipo – commenta il capogruppo del Partito democratico, Rino Piccinnu –. È evidente che chi non aveva studiato bene la materia non eravamo noi dell’opposizione, ma il sindaco Nizzi. Dispiace però che tanti cittadini si siano fidati delle sue parole e non abbiano presentato ricorso. Hanno pagato multe illegittime».
Maledetto varco attivo. Sin dal momento dell’esordio della zona a traffico limitato nel centro storico, tutte le opposizioni, Coalizione civica, Progetto Olbia e Movimento 5 stelle, avevano sollevato forti dubbi. «La cartellonistica sbagliata, le scritte poco chiare del varco attivo, la doppia o tripla multa per un solo passaggio in auto – prosegue il capogruppo Piccinnu –. Sono tutti elementi che ci avevano spinto da subito a ritenere illegittime le multe arrivate ai nostri concittadini. Ragioni che portammo in consiglio comunale più volte, ma che vennero respinte e derise. Il sindaco ci accusò di prendere in giro i cittadini e di voler portare avanti una battaglia inutile per strappare qualche voto in più». Sia il Pd che il M5s avevano aperto degli uffici per dare consulenza gratuita ai cittadini. «Molti non avevano i soldi per presentare il ricorso al giudice di pace – prosegue Piccinnu –. Altri non hanno creduto nella bontà della class action e hanno pagato le multe. I debiti fuori bilancio che il Comune è chiamato a pagare adesso, poco più di 12mila euro, sono poca cosa rispetto ai quasi 5 milioni di euro che l’ente ha incassato indebitamente». Cestinata anche la proposta fatta dalle minoranza al Comune di ritirare le multe in autotutela. «Il sindaco dovrebbe almeno chiedere scusa a tutti quei cittadini che per paura hanno pagato fior di quattrini per multe non dovute», conclude Piccinnu .
L’esordio. Le prime sentenze del giudice di pace contro il Comune risalgono a un anno fa. Dopo circa 12 mesi dall’esordio della Ztl. Contestati cartelli stradali poco chiari, le doppie e le triple multe. Dopo che per due mesi gli occhi bionici delle telecamere avevano immortalato migliaia di auto al giorno che violavano l’alt il Comune era corso ai ripari integrando i cartelli.
La class action. Di fronte alla pioggia di multe e convinti della irregolarità della Ztl, centinaia di cittadini avevano avviato una class action contro il Comune. L’ente locale era stato costretto a conferire l’incarico ad avvocati esterni per difendersi.
Maledetto varco attivo. Sin dal momento dell’esordio della zona a traffico limitato nel centro storico, tutte le opposizioni, Coalizione civica, Progetto Olbia e Movimento 5 stelle, avevano sollevato forti dubbi. «La cartellonistica sbagliata, le scritte poco chiare del varco attivo, la doppia o tripla multa per un solo passaggio in auto – prosegue il capogruppo Piccinnu –. Sono tutti elementi che ci avevano spinto da subito a ritenere illegittime le multe arrivate ai nostri concittadini. Ragioni che portammo in consiglio comunale più volte, ma che vennero respinte e derise. Il sindaco ci accusò di prendere in giro i cittadini e di voler portare avanti una battaglia inutile per strappare qualche voto in più». Sia il Pd che il M5s avevano aperto degli uffici per dare consulenza gratuita ai cittadini. «Molti non avevano i soldi per presentare il ricorso al giudice di pace – prosegue Piccinnu –. Altri non hanno creduto nella bontà della class action e hanno pagato le multe. I debiti fuori bilancio che il Comune è chiamato a pagare adesso, poco più di 12mila euro, sono poca cosa rispetto ai quasi 5 milioni di euro che l’ente ha incassato indebitamente». Cestinata anche la proposta fatta dalle minoranza al Comune di ritirare le multe in autotutela. «Il sindaco dovrebbe almeno chiedere scusa a tutti quei cittadini che per paura hanno pagato fior di quattrini per multe non dovute», conclude Piccinnu .
L’esordio. Le prime sentenze del giudice di pace contro il Comune risalgono a un anno fa. Dopo circa 12 mesi dall’esordio della Ztl. Contestati cartelli stradali poco chiari, le doppie e le triple multe. Dopo che per due mesi gli occhi bionici delle telecamere avevano immortalato migliaia di auto al giorno che violavano l’alt il Comune era corso ai ripari integrando i cartelli.
La class action. Di fronte alla pioggia di multe e convinti della irregolarità della Ztl, centinaia di cittadini avevano avviato una class action contro il Comune. L’ente locale era stato costretto a conferire l’incarico ad avvocati esterni per difendersi.
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