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Olbia

Aveva appiccato 20 roghi il pm: «Condanna a 5 anni»

di Tiziana Simula
Aveva appiccato 20 roghi il pm: «Condanna a 5 anni»

Il processo al piromane di Santa Teresa che “aiutava” a spegnere gli incendi Dalla perizia psichiatrica è emersa l’incapacità parziale. La sentenza a giugno

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SANTA TERESA. Era finito in carcere con l’accusa di aver appiccato venti incendi. Roghi che, nell’estate 2017 e nell’estate 2018, avevano lambito villaggi turistici e abitazioni mettendo a repentaglio la sicurezza di turisti e residenti e mandando in fumo ettari di boschi e macchia mediterranea. Francesco Occhioni, 37 anni, di Santa Teresa di Gallura, un insospettabile – volontario del Wwf e commesso in un negozio di ferramenta – era finito in cella dopo mesi di attività investigative: osservazioni, appostamenti e pedinamenti quotidiani, ma anche fotografie, video, tabulati telefonici e il Gps installato sulla sua auto, tutte prove che lo avevano incastrato.

Il giovane è stato sottoposto a perizia psichiatrica così come disposto dal giudice che ha accolto la richiesta dei difensori dell’imputato, gli avvocati Luigi Esposito e Antonella Piredda, i quali avevano formulato la richiesta di rito abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica. Ieri è proseguito il processo davanti al gip Giuseppe Grotteria. È stato sentito il professionista incaricato di eseguire l’accertamento: dalla perizia, è emersa un’incapacità parziale del giovane.

Il pubblico ministero Ilaria Corbelli, che aveva seguito le indagini, ha chiesto una condanna a 5 anni e 4 mesi. I difensori hanno sollecitato l’applicazione di tutte le riduzioni possibile della pena alla luce della patologia del giovane emersa dalla perizia (impossibilità a controllare gli impulsi) e del percorso finora fatto (dopo il carcere, è stato a lungo in comunità e attualmente è rientrato in famiglia e al lavoro). Il processo è stato aggiornato al 16 giugno per le repliche e la sentenza.

Secondo la ricostruzione della Forestale, Occhioni appiccava gli incendi con la “diavolina” e andava via. Per poi ritornare dov’erano divampate le fiamme, tra boschi e macchia mediterranea incenerita, e offrire il suo aiuto agli uomini dell’antincendio. Era stato tradito dalla sua auto, una Hyundai i20 grigia, sempre presente nei luoghi dove divampavano gli incendi. Era stata anche filmata da telecamere di videosorveglianza e registrata dal Gps installato dagli investigatori che già sospettavano di lui. Ad ogni incendio, lui era lì, nel punto di innesco a guardare cosa succedeva, «un atteggiamento tipico dei piromani», avevano detto gli investigatori dopo il suo arresto, avvenuto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Tempio.

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