Ok della Marina al nuovo porto
di Serena Lullia
Il Comune inserisce le prescrizioni dell’ente militare nel progetto esecutivo per i moli da 200 posti
2 MINUTI DI LETTURA
LOIRI PORTO SAN PAOLO. Il Comune perfeziona il progetto esecutivo della nuova marina turistica di Porto San Paolo con le prescrizioni di Capitaneria e Marina. Per realizzare l’ecoporto da 200 posti serve l’ok dei due enti militari che utilizzano il molo di cemento per carico e scarico del personale. Le loro indicazioni sono state recepite dall’amministrazione che prepara il progetto definitivo-esecutivo del porto già finanziato.
Il porto che non c’è. Nell’ultimo Consiglio il consigliere di opposizione, Giovanni Inzaina, aveva accusato la maggioranza di non avere messo al centro della programmazione urbanistica la realizzazione del porto a Porto San Paolo. E di avere accettato senza coraggio i diktat della Regione. In realtà il porto c’è, ma nulla ha a che fare con le marine degli anni Novanta, con radici di cemento ficcate nel mare e profondi escavi. «Di certo nel Puc non c’è il porto megagalattico che il consigliere Inzaina intendeva realizzare con banchinamenti ed escavi oltre la foce del fiume – spiega il sindaco Francesco Lai –. L’area a mare è diventata Sic, sito di interesse comunitario». Il primo cittadino ha lavorato insieme all’assessorato regionale all’Ambiente, all’Amp e alla Marina per progettare un porto realizzabile. Non un’opera destinata a essere uno spot elettorale di effetto, ma senza futuro. «Il porto di cui parla l’ex sindaco Inzaina era sicuramente un bel progetto, ma irrealizzabile – prosegue il primo cittadino –. Quel tipo di struttura era consentita trenta anni fa. Il nostro progetto era e resta l’unico realizzabile in base alle attuali leggi. Ed è già finanziato con la Programmazione territoriale».
Ecoporto. Il progetto definitivo fisserà nel dettaglio i nuovi lineamenti della marina di Porto San Paolo. Oltre 200 posti, oggi ne conta 75. Nessuna colata di cemento nelle acque di cristallo. Il progetto prevede l’ ampliamento dei pontili esistenti. Il prolungamento di 40 metri della banchina Nato in muratura; di 30 metri con elementi galleggianti di un secondo pontile. Più la creazione di un nuovo modulo amovibile. Strutture leggere, fissate con cassoni in cemento prefabbricati poggiati sul fondale. Tutte le banchine saranno illuminate e dotate di colonnine di servizio. I nuovi ormeggi saranno destinati a imbarcazioni tra i 6 e 12 metri con una particolare attenzione alle barche da pesca, pilastro della tradizione marinara locale. Sarà poi realizzato quello che tecnicamente si chiama antemurale. Una scogliera di pietra naturale lunga 70 metri, anche questa non ancorata a terra, per consentire il continuo ricambio delle acque. Si ergerà per 2 metri e mezzo dal fondo ma affiorerà per meno di un metro. Proteggerà dalle forti mareggiate invernali.
Porto finanziato. Il porto è già completamente finanziato con 1milione e 250 mila euro.
Il porto che non c’è. Nell’ultimo Consiglio il consigliere di opposizione, Giovanni Inzaina, aveva accusato la maggioranza di non avere messo al centro della programmazione urbanistica la realizzazione del porto a Porto San Paolo. E di avere accettato senza coraggio i diktat della Regione. In realtà il porto c’è, ma nulla ha a che fare con le marine degli anni Novanta, con radici di cemento ficcate nel mare e profondi escavi. «Di certo nel Puc non c’è il porto megagalattico che il consigliere Inzaina intendeva realizzare con banchinamenti ed escavi oltre la foce del fiume – spiega il sindaco Francesco Lai –. L’area a mare è diventata Sic, sito di interesse comunitario». Il primo cittadino ha lavorato insieme all’assessorato regionale all’Ambiente, all’Amp e alla Marina per progettare un porto realizzabile. Non un’opera destinata a essere uno spot elettorale di effetto, ma senza futuro. «Il porto di cui parla l’ex sindaco Inzaina era sicuramente un bel progetto, ma irrealizzabile – prosegue il primo cittadino –. Quel tipo di struttura era consentita trenta anni fa. Il nostro progetto era e resta l’unico realizzabile in base alle attuali leggi. Ed è già finanziato con la Programmazione territoriale».
Ecoporto. Il progetto definitivo fisserà nel dettaglio i nuovi lineamenti della marina di Porto San Paolo. Oltre 200 posti, oggi ne conta 75. Nessuna colata di cemento nelle acque di cristallo. Il progetto prevede l’ ampliamento dei pontili esistenti. Il prolungamento di 40 metri della banchina Nato in muratura; di 30 metri con elementi galleggianti di un secondo pontile. Più la creazione di un nuovo modulo amovibile. Strutture leggere, fissate con cassoni in cemento prefabbricati poggiati sul fondale. Tutte le banchine saranno illuminate e dotate di colonnine di servizio. I nuovi ormeggi saranno destinati a imbarcazioni tra i 6 e 12 metri con una particolare attenzione alle barche da pesca, pilastro della tradizione marinara locale. Sarà poi realizzato quello che tecnicamente si chiama antemurale. Una scogliera di pietra naturale lunga 70 metri, anche questa non ancorata a terra, per consentire il continuo ricambio delle acque. Si ergerà per 2 metri e mezzo dal fondo ma affiorerà per meno di un metro. Proteggerà dalle forti mareggiate invernali.
Porto finanziato. Il porto è già completamente finanziato con 1milione e 250 mila euro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
