Expo, il Comune sfratta il ristorante Corte del re
L’edificio ospiterà una sede dell’Università. L’imprenditore Luca Cassitta: il contratto scade nel 2026
2 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. L’università lascerà l’aeroporto e approderà nel centro storico. Le sedi saranno due: il palazzo Giordo (ex Standa e Oviesse) e l’Expo Olbia. E a farne le spese sarà il ristorante La Corte del re, che si trova proprio negli stabili dell’Expo, in via Porto Romano. Ma l’operazione non appare poi così semplice, tanto che il Comune e il titolare del ristorante se la vedranno direttamente in tribunale. Poco più di un anno fa, nell’aprile del 2019, l’amministrazione comunale aveva infatti comunicato la disdetta per finita locazione del contratto stipulato nel 2008 tra la società Corte del re e la partecipata Olbia Expo srl, sciolta nel 2012 e alla quale è poi subentrato il Comune. Questo l’obiettivo dell’amministrazione: assegnare l’Expo al consorzio di gestione del polo universitario olbiese. Ma c’è un problema: la società Corte del re, un anno dopo la revoca del contratto di locazione, non ha ancora lasciato la struttura. Ne è così nato un braccio di ferro. Lo scorso 30 aprile il Comune ha quindi inviato un nuovo sollecito, mentre il 26 maggio la giunta Nizzi, con una apposita delibera, ha infine autorizzato «la proposizione dell’azione di sfratto per finita locazione avanti il tribunale di Tempio».
Luca Cassitta, titolare della Corte del re, non ci sta. Nelle scorse settimane, attraverso una lettera in risposta al sollecito del 30 aprile, ha per esempio sostenuto che il contratto di locazione scadrà nel 2026. «Il Comune ci deve risarcire per via dei danni causati dalla chiusura dell’attività. Noi lì abbiamo fatto degli investimenti. Le attività non si chiudono per dei capricci. Se ci pagano, noi ce ne andiamo» commenta l’imprenditore. Dunque, il braccio di ferro è destinato a continuare. E questo mentre vanno avanti (anche se a rilento) le operazioni che permetteranno il trasferimento del polo universitario di Olbia nel cuore della città. Buona parte delle attività didattiche si svolgeranno all’interno di palazzo Giordo, in corso Umberto, dove i lavori di restyling non sono ancora cominciati. La vera sede dell’università sarà invece l’Expo di via Porto Romano, che ospiterà l’aula magna e gli uffici amministrativi. Del consorzio di gestione del polo universitario fanno parte Comune, università di Sassari, Aspo, Sinergest, Geasar, Area marina di Tavolara, Cipnes e Istituto Euromediterraneo. (d.b.)
Luca Cassitta, titolare della Corte del re, non ci sta. Nelle scorse settimane, attraverso una lettera in risposta al sollecito del 30 aprile, ha per esempio sostenuto che il contratto di locazione scadrà nel 2026. «Il Comune ci deve risarcire per via dei danni causati dalla chiusura dell’attività. Noi lì abbiamo fatto degli investimenti. Le attività non si chiudono per dei capricci. Se ci pagano, noi ce ne andiamo» commenta l’imprenditore. Dunque, il braccio di ferro è destinato a continuare. E questo mentre vanno avanti (anche se a rilento) le operazioni che permetteranno il trasferimento del polo universitario di Olbia nel cuore della città. Buona parte delle attività didattiche si svolgeranno all’interno di palazzo Giordo, in corso Umberto, dove i lavori di restyling non sono ancora cominciati. La vera sede dell’università sarà invece l’Expo di via Porto Romano, che ospiterà l’aula magna e gli uffici amministrativi. Del consorzio di gestione del polo universitario fanno parte Comune, università di Sassari, Aspo, Sinergest, Geasar, Area marina di Tavolara, Cipnes e Istituto Euromediterraneo. (d.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
