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Arzachena, gli edifici demoliti sulla costa dovranno rinascere in stile smeraldino

Arzachena, gli edifici demoliti sulla costa dovranno rinascere in stile smeraldino

Arzachena, approvate le linee guida per la fascia costiera. Dovranno essere seguite da progettisti e uffici comunali

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ARZACHENA. Lo stile architettonico smeraldino diventa patrimonio da tutelare e conservare nel tempo. E saranno quelle linee uniche, un po’ il marchio di fabbrica del borgo originario di Porto Cervo che dovranno essere seguite nella ricostruzione di edifici demoliti sulla fascia costiera. La legge regionale consente di abbattere gli immobili anche nei 300 metri e ricostruirli con un aumento volumetrico. Per il Comune una occasione per imporre canoni edilizi e architettonici di qualità in fase di ricostruzione. Duplice l’obiettivo. Rinnovare il patrimonio edilizio modernizzandolo dal punto di vista energetico e in chiave ecocompatibile e allo stesso tempo conservare lo stile che ha cristallizzato il mito della Costa Smeralda.

«Con questa delibera – spiega la delegata al Governo del territorio, Claudia Giagoni – intendiamo riconoscere i nostri valori identitari. E richiamare i concetti stilistici fondamentali che con l’affacciarsi dell’era turistica dagli anni Sessanta hanno reso unica l’esperienza che il Comune di Arzachena offre attraverso la Costa Smeralda, che ha ben saputo valorizzare i temi legati al territorio che l’ ha accolta».

La delegata Giagoni spiega come le esigenze abitative si siano evolute nel corso dei decenni. Come anche le tecniche costruttive. «E ciò che 60 anni fa sembrava eterno oggi ha necessità di essere ripensato e ricontestualizzato – chiarisce –. Se da un lato è necessario e doveroso adeguarsi alle nuove esigenze costruttive e ai nuovi canoni abitativi ancora più necessario è governare questi cambiamenti. Con linee di indirizzo chiare, che ricordino la filosofia che è stata e dovrà essere alla base delle scelte progettuali da intraprendere. Per mantenere vivi i principi ideatori della Costa Smeralda. Chi sceglie il nostro territorio sceglie di vivere una esperienza di cui l’architettura è parte integrante. È nostro dovere accogliere e incentivare chi investe, ma guidare anche il processo di conversione. Che deve sviluppare i temi legati alla sostenibilità, alla bioedilizia ma con uno sguardo rivolto al contesto locale e all’inserimento del paesaggio».

Dal punti di vista tecnico spiega le regole il dirigente Mario Chiodino. «Come per tutti gli stili che si ripetono nel tempo si rischia di perdere la vera essenza che aveva generato quello stile costruttivo – spiega –. Producendo oggetti edilizi che non sono sempre sono ispirati a una vera filosofia di integrazione nel paesaggio. Per evitare che il processo di rinnovamento del patrimonio edilizio costiero possa perdere gli elementi connotativi di qualità architettonica che hanno sempre caratterizzato il territorio, abbiamo ritenuto necessario, in virtù delle norme regionali che consentono la demolizione e la ricostruzione di immobili, adottare un atto che tracci le linee guida da seguire. Di cui dovranno tenere conto i professionisti e soprattutto gli uffici comunali chiamati a valutare i progetti e la compatibilità paesaggistica delle opere nel rispetto degli strumenti urbanistici e sovraordinati di paesaggio e urbanistica». Via libera quindi a edifici dal cuore moderno e a risparmio energetico, ma nel rispetto della tradizione architettonica dello stile smeraldino. (se.lu.)

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