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Olbia

Ambulatori chiusi, la Assl chiede scusa

Ambulatori chiusi, la Assl chiede scusa

Le proteste dei pazienti per le visite prenotate e annullate in viale Aldo Moro

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OLBIA. Dopo la chiusura lunedì scorso del poliambulatorio di viale Aldo Moro, la Assl si scusa con i pazienti costretti a rientrare a casa senza aver fatto le visite regolarmente prenotate. «Dal 7 marzo scorso, a causa dell'emergenza legata al coronavirus, tutta l’attività programmata è stata sospesa a data da destinarsi – spiega la direzione Assl –. In queste settimane la Assl è impegnata nell'attività di riorganizzazione per la ripresa delle attività programmate. In questo contesto dalla scorsa settimana, al fine di riprendere una graduale ripresa delle visite, gli uffici del distretto e del Cup stanno riorganizzando le agende per la pianificazione dell'attività, partendo dalle impegnativa delle visite "brevi", quelle che devono esser garantite entro dieci giorni dalla prescrizione. In questo periodo sono state garantite solo le impegnative "urgenti". Per un mero errore materiale che ha generato un problema di tipo informatico, in questa fase di riorganizzazione delle agende di tutti gli specialisti, una decina di utenti sono stati inizialmente inseriti nella programmazione delle attività per il 1° giugno, poi però sospesa. Si tratta di un problema che ha riguardato una piccola percentuale di utenti, rispetto alle centinaia di pazienti contattati in questo periodo, però l’azienda è consapevole del grave disagio subito e desidera porgere le più sentite scuse ai cittadini».

«È stata ora individuata la criticità – aggiunge la direzione Assl – e in futuro saranno approntati tutti gli accorgimenti necessari per evitare il ripetersi del disservizio. Gli utenti che erano stati inseriti erroneamente a visita il primo giugno scorso verranno contattati a breve dal Cup per la riprogrammazione della visita». «Dei 17 pazienti che si sono presentati nella struttura sanitaria San Giovanni di Dio lo scorso lunedì – conclude l’azienda sanitaria – sei erano pazienti che avevano prenotato la visita nel periodo precedente al blocco delle attività per l'emergenza coronavirus e la cui attività ancora non è stata ripresa. Le visite di questi sei pazienti erano state regolarmente sospese dal Cup a marzo, e ancora non riprogrammate. Eventuali visite sospese da marzo verranno a breve riprogrammate, ma sarà cura degli operatori del Cup contattare gli utenti per avvisarli delle nuove date.



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