Fiori: «Gli alberghi sono di nuovo fermi»
di Dario Budroni
Il presidente dell’Associazione degli operatori cittadini: i turisti hanno smesso di prenotare, colpa del passaporto sanitario
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OLBIA. La situazione è da allarme rosso. E per rendersene conto basta dare uno sguardo alle cifre: in città il numero degli hotel che hanno già spalancato le porte oscilla tra il 5 e il 10 per cento del totale. E se esattamente un anno fa le prenotazioni per il mese di luglio coprivano in media il 70% dei posti letto, in questo momento, sempre per quanto riguarda luglio, le conferme non vanno oltre il 15. «Fino a qualche settimana fa, comunque, stavamo assistendo a una ripresa delle prenotazioni. Ma il caos generato dall’idea del passaporto sanitario ha fatto saltare tutto» spiega Fabio Fiori, presidente dell’Associazione albergatori di Olbia. Il settore è dunque in forte crisi. Di conseguenza, quest’anno, diverse strutture ricettive della città resteranno direttamente chiuse.
Olbia in crisi. Nel territorio comunale si contano circa cinquanta hotel. Pochissimi quelli che sono già riusciti a ripartire. «A Olbia e in Gallura il settore turistico è determinante e il coronavirus lo ha dimostrato, visto che oggi sono tante le attività ancora ferme e le persone in attesa di lavorare – spiega Fiori –. E pensare che stavamo anche cominciando a ricevere prenotazioni per fine giugno, luglio e agosto. Poi è successo che il governatore Solinas ha portato avanti una idea che sarebbe meravigliosa se solo fosse praticabile. Sarebbe bello avere un’isola Covid free, ma è praticamente impossibile. Solo che alla fine, per i turisti, quell’idea è diventata legge. Quindi le prenotazioni si sono bloccate e tanta gente ha preferito cancellare tutto per puntare su altre mete. Ci siamo bruciati fine giugno e la prima metà di luglio».
Comune in silenzio. Fabio Fiori critica la Regione ma è anche deluso dal Comune. «Ci saremmo aspettati un po’ di vicinanza – afferma – . Almeno un messaggio, una telefonata. Abbiamo anche chiesto di poter versare più avanti la tassa di soggiorno relativa ai primi mesi dell’anno, visto che quei soldi li abbiamo anche utilizzati per anticipare la cassa integrazione per i dipendenti. Invece nulla. Inoltre il Comune avrebbe potuto decidere di non far pagare la tassa ai turisti che decidono di venire qui. Sarebbe stato un segnale».
Quale stagione. Gli albergatori stanno comunque facendo di tutto per programmare la stagione. «Ma c’è da dire che diversi alberghi quest’anno non riapriranno – continua Fiori -. C’è ancora troppa incertezza e le strutture più grandi, che devono quindi sostenere maggiori costi, sono sicuramente le più penalizzate. In ogni caso, è ovvio che speriamo che tutto si riprenda. Ma siamo consapevoli che, se le cose dovessero andare bene, i fatturati non supereranno il 35% di quelli degli scorsi anni. E le spese saranno talmente elevate che saremo fortunati se riusciremo a raggiungere il pareggio di bilancio. La speranza però è almeno quella di riuscire a riaprire anche per garantire una continuità di lavoro ai dipendenti. Se non lavorano adesso non riusciranno neanche a ottenere la disoccupazione per il periodo invernale. Sarebbe una tragedia».
Olbia in crisi. Nel territorio comunale si contano circa cinquanta hotel. Pochissimi quelli che sono già riusciti a ripartire. «A Olbia e in Gallura il settore turistico è determinante e il coronavirus lo ha dimostrato, visto che oggi sono tante le attività ancora ferme e le persone in attesa di lavorare – spiega Fiori –. E pensare che stavamo anche cominciando a ricevere prenotazioni per fine giugno, luglio e agosto. Poi è successo che il governatore Solinas ha portato avanti una idea che sarebbe meravigliosa se solo fosse praticabile. Sarebbe bello avere un’isola Covid free, ma è praticamente impossibile. Solo che alla fine, per i turisti, quell’idea è diventata legge. Quindi le prenotazioni si sono bloccate e tanta gente ha preferito cancellare tutto per puntare su altre mete. Ci siamo bruciati fine giugno e la prima metà di luglio».
Comune in silenzio. Fabio Fiori critica la Regione ma è anche deluso dal Comune. «Ci saremmo aspettati un po’ di vicinanza – afferma – . Almeno un messaggio, una telefonata. Abbiamo anche chiesto di poter versare più avanti la tassa di soggiorno relativa ai primi mesi dell’anno, visto che quei soldi li abbiamo anche utilizzati per anticipare la cassa integrazione per i dipendenti. Invece nulla. Inoltre il Comune avrebbe potuto decidere di non far pagare la tassa ai turisti che decidono di venire qui. Sarebbe stato un segnale».
Quale stagione. Gli albergatori stanno comunque facendo di tutto per programmare la stagione. «Ma c’è da dire che diversi alberghi quest’anno non riapriranno – continua Fiori -. C’è ancora troppa incertezza e le strutture più grandi, che devono quindi sostenere maggiori costi, sono sicuramente le più penalizzate. In ogni caso, è ovvio che speriamo che tutto si riprenda. Ma siamo consapevoli che, se le cose dovessero andare bene, i fatturati non supereranno il 35% di quelli degli scorsi anni. E le spese saranno talmente elevate che saremo fortunati se riusciremo a raggiungere il pareggio di bilancio. La speranza però è almeno quella di riuscire a riaprire anche per garantire una continuità di lavoro ai dipendenti. Se non lavorano adesso non riusciranno neanche a ottenere la disoccupazione per il periodo invernale. Sarebbe una tragedia».
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