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Santa Teresa, il sindaco caccia l’assessore Molino

Santa Teresa, il sindaco caccia l’assessore Molino

Pisciottu firma il decreto con cui revoca al tecnico la delega alle Opere pubbliche «Continue esternazioni di dissenso hanno fatto venir meno il rapporto di fiducia»

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SANTA TERESA. A una manciata di mesi dalla fine del mandato, prorogato fino all’autunno a causa del Covid-19, il sindaco Stefano Pisciottu caccia dalla giunta l’assessore esterno alle Opere pubbliche Paolo Molino. Lo fa firmando il decreto di revoca con effetto immediato. Nella lettera sono spiegate in sintesi le motivazioni che hanno portato il primo cittadino a depennare Molino dall’organo di governo del paese.

Esternazioni. Tutta colpa di alcune frasi di dissenso contro l’amministrazione, pronunciate dall’ex assessore Molino, che avrebbero eroso il rapporto di fiducia alla base della nomina. Il sindaco Pisciottu nel decreto parla di «frequenti esternazioni pubbliche di dissenso nei confronti del sindaco e degli altri componenti della giunta comunale. Tale situazione ha determinato il venir meno del rapporto di reciproca fiducia e di collaborazione tra il sindaco e l’assessore. Sono quindi venute meno le condizioni per la sua permanenza nella carica e nelle funzioni». Il primo cittadino ci tiene poi a precisare che i problemi di natura politica non mettono in dubbio le capacità professionali di Molino. «Il venir meno della fiducia non è in ogni caso da intendersi riferito a qualsivoglia genere di valutazione sulle qualità personali o professionali di Molino».

Sindaco assessore. La delega alle Opere pubbliche, in attesa della eventuale assegnazione dell’incarico a un altro componente della maggioranza passa adesso nelle mani del sindaco.

Prime ruggini. La cacciata di Molino può apparire un fulmine a ciel sereno nella vita politica teresina. Ma solo perché l’amministrazione è stata abile nel tenere sottotraccia i mal di pancia. Molino, che di professione fa il geometra, era stato nominato assessore esterno alle Opere pubbliche nel giugno 2015 subito dopo la rielezione di Pisciottu. Il sindaco lo aveva voluto in giunta perché uomo di fiducia e per le sue competenze professionali. Le prime ruggini risalgono a un anno e mezzo fa quando in paese nacque la discussione sulla futura ristrutturazione della sede storica del Wwf. Molino si schierò a favore del restyling conservativo sostenuto da un comitato di cittadini e contro la ristrutturazione, considerata meno fedele alla storia, decisa dal Wwf.

L’epilogo. Che tra il sindaco e l’assessore non ci fosse più un grande feeling è emerso nell’ultimo consiglio comunale. Molino ha chiesto la parola dopo un acceso dibattito tra il collega al Bilancio e le opposizioni. Ma il sindaco gliela ha negata. Poi è arrivato il decreto di revoca. (se.lu. e w.b.)

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