La Nuova Sardegna

Olbia

I sindacati: fronte comune per i lavoratori di Air Italy

di Dario Budroni
I sindacati: fronte comune per i lavoratori di Air Italy

Critiche a Solinas: non ci ha mai incontrati. E mercoledì ci sarà un sit in a Cagliari. Chiesto un tavolo di crisi per analizzare le possibilità previste dal decreto Rilancio

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. La vertenza Air Italy rischia di finire nel dimenticatoio. La Regione ha fatto perdere le sue tracce e per questo i sindacati si appellano all’unità del territorio gallurese. Alla politica e al mondo dell’impresa si propone di formare un fronte comune in grado di farsi sentire direttamente a Cagliari. Tra le proposte c’è la convocazione di un tavolo di crisi in Regione che abbia come obiettivo la salvaguardia dei posti di lavoro e la difesa del diritto alla mobilità. «La nostra preoccupazione deve essere anche la vostra» hanno scritto, in una lettera aperta, Sergio Prontu (Filt Cgil), Gianluca Langiu (Fit Cisl), Elisabetta Manca (Uiltrasporti) e Jessica Lisanti (Ugl Ta). I segretari territoriali, tra le altre cose, hanno invitato politici e rappresentanti delle associazioni della Gallura a partecipare al sit-in in programma mercoledì sotto le finestre dell’assessorato regionale ai Trasporti.

Fronte comune. I sindacati si rivolgono a tutti i rappresentati politici galluresi: dall’unico deputato - il M5s Nardo Marino - agli assessori regionali, dai consiglieri regionali ai sindaci, dal subcommissario della Provincia Pietro Carzedda alle organizzazioni che rappresentano le imprese. «Il livello di interlocuzione deve essere quello regionale, per poi arrivare a quello nazionale – hanno scritto –. Ma dobbiamo evidenziare che non abbiamo mai ricevuto, da parte del presidente della Regione e dall’assessore ai Trasporti, un riscontro alle nostre richieste d’incontro». La vertenza di Air Italy, compagnia messa in liquidazione l’11 febbraio con 1453 lavoratori (500 a Olbia) al momento senza futuro, secondo i sindacati dovrebbe dunque coinvolgere l’intero nordest della Sardegna. «La nostra preoccupazione non riguarda solo il rischio legato alla perdita dei posti di lavoro diretti – continuano i sindacalisti –. Se non si ha la capacità di mettere a sistema una vertenza così importante, a perdere non saranno solo i lavoratori Air Italy ma l’intero tessuto sociale del territorio».

La strategia. I sindacati hanno già avanzato qualche proposta. «Serve un tavolo di crisi all’assessorato ai Trasporti con lo scopo di analizzare le varie possibilità che vengono date dal decreto Rilancio – si legge nella lettera –. Crediamo che la Regione possa fare tanto per la salvaguardia dei lavoratori e di quella filosofia d’impresa che potrà continuare a garantire il costante sviluppo della Gallura. Riteniamo che vi possano essere i presupposti per dotare l’intera isola di una mobilità aerea certa». Questi, dunque, gli obiettivi principali: «Trovare una soluzione industriale alternativa, consolidare il know how maturato dal personale e ricercare investimenti per aumentare la vocazione turistica attraverso un vettore che garantisca collegamenti per diverse destinazioni».

La mobilitazione. Nel frattempo, martedì, le segreterie nazionali dei sindacati parteciperanno a un incontro convocato dal ministero dei Trasporti. Mercoledì a Cagliari, invece, il sit-in davanti all’assessorato. Ci sarà anche l’Anpav: «Al presidente Solinas e agli assessori Tedde, Zedda e Fasolino va la nostra ennesima richiesta di incontro che auspichiamo venga accolta in occasione della manifestazione» dice Marco Bardini, segretario dell’Anpav.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative