la maddalena
Cala Coticcio presa d’assalto e le barche si spingono a riva
LA MADDALENA. Barche ormeggiate a meno di 200 metri dalla riva. Gommoni che arrivano fino alla battigia. Canoe in fila sulla sabbia. Bagnanti ammassati in barba alle regole anti-contagio. Cavi...
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LA MADDALENA. Barche ormeggiate a meno di 200 metri dalla riva. Gommoni che arrivano fino alla battigia. Canoe in fila sulla sabbia. Bagnanti ammassati in barba alle regole anti-contagio. Cavi tarozzati assenti. All’orizzonte nessuna motovedetta della Capitaneria nonostante le continue richieste di intervento. Nessun controllo, né a mare né a terra. A Cala Coticcio la prima domenica di “liberi tutti” è di anarchia.
Non certo una variabile impazzita. Era più che prevedibile che la perla di Caprera sarebbe stata presa d’assalto da turisti e residenti. Cala Coticcio da sempre un angolo di paradiso che ipnotizza i bagnanti. Insieme alla spiaggia Rosa di Budelli, che però si può solo ammirare, è l’immagine spot dell’arcipelago. Sul suo mare di cristallo le barche sembrano volare. Eppure nessuno degli enti che ha una fetta di competenza su questo eden tra terra e mare, Comune, Parco, Capitaneria, ha pensato di pianificare un minimo controllo. Era più che scontato che il buon senso invocato così tante volte in queste settimane non sarebbe bastato. Coticcio è una caletta con un piccolo lenzuolo di sabbia soffice. La sua bellezza vale tutta la fatica di percorrere un sentiero impegnativo per raggiungerla. Ovvio che le regole anti-contagio fossero destinate a saltare con una manciata di persone. Figuriamoci se poi i bagnanti, oltre agli asciugamani decidono di piazzare gli ombrelloni. All’anarchia delle norme anti-Covid si aggiunge il solito campionario di cafoni. Chi arriva con il gommone fino alla battigia. Chi getta l’ancora sulla posidonia e senza rispettare i 200 metri dalla riva e i 100 dagli scogli. Chi piazza le canoe in fila sulla sabbia. E poi chi abbandona i rifiuti, fuma e nasconde le cicche delle sigarette sotto i granelli. «Ho chiamato due volte la Guardia costiera ma non è venuto nessuno», scrive su Fb un maddalenino. «Ho mandato una mail alla Capitaneria», commenta in diretta un altro bagnante. Ma nulla succede. Anarchia, maleducazione, inciviltà dominano la prima domenica di giugno di Cala Coticcio. (se.lu.)
Non certo una variabile impazzita. Era più che prevedibile che la perla di Caprera sarebbe stata presa d’assalto da turisti e residenti. Cala Coticcio da sempre un angolo di paradiso che ipnotizza i bagnanti. Insieme alla spiaggia Rosa di Budelli, che però si può solo ammirare, è l’immagine spot dell’arcipelago. Sul suo mare di cristallo le barche sembrano volare. Eppure nessuno degli enti che ha una fetta di competenza su questo eden tra terra e mare, Comune, Parco, Capitaneria, ha pensato di pianificare un minimo controllo. Era più che scontato che il buon senso invocato così tante volte in queste settimane non sarebbe bastato. Coticcio è una caletta con un piccolo lenzuolo di sabbia soffice. La sua bellezza vale tutta la fatica di percorrere un sentiero impegnativo per raggiungerla. Ovvio che le regole anti-contagio fossero destinate a saltare con una manciata di persone. Figuriamoci se poi i bagnanti, oltre agli asciugamani decidono di piazzare gli ombrelloni. All’anarchia delle norme anti-Covid si aggiunge il solito campionario di cafoni. Chi arriva con il gommone fino alla battigia. Chi getta l’ancora sulla posidonia e senza rispettare i 200 metri dalla riva e i 100 dagli scogli. Chi piazza le canoe in fila sulla sabbia. E poi chi abbandona i rifiuti, fuma e nasconde le cicche delle sigarette sotto i granelli. «Ho chiamato due volte la Guardia costiera ma non è venuto nessuno», scrive su Fb un maddalenino. «Ho mandato una mail alla Capitaneria», commenta in diretta un altro bagnante. Ma nulla succede. Anarchia, maleducazione, inciviltà dominano la prima domenica di giugno di Cala Coticcio. (se.lu.)
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