Mobilità elettrica, per la rete cittadina servono fondi privati
di Giandomenico Mele
I finanziamenti dirottati per le infrastrutture lungo le statali Un piano che individua 27 siti per 64 colonnine di ricarica
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OLBIA. Il Comune di Olbia dovrà trovare i partner privati se vorrà lanciare le infrastrutture di ricarica per le auto elettriche, che dovranno garantire una mobilità senza inquinamento. Ufficialmente è infatti arrivato il via libera della Regione per affidare a gestori privati il sistema di mobilità elettrica nelle città. In realtà un protocollo di intesa ha rimodulato i finanziamenti, dirottando parte delle risorse, per la precisione due milioni 400mila euro, per l’installazione di infrastrutture di ricarica in area extraurbana, accessibili al pubblico lungo i principali assi viari come la strada statale 131, la quattro corsie 131 Dcn, le statali 729, 130, 125, 554 e 195. Mentre nelle aree urbane i punti di ricarica saranno realizzati esclusivamente con capitale privato. Una opportunità in altri tempi. Ma una oggettiva difficoltà in un tessuto urbano sfibrato dagli effetti recessivi della pandemia. Rischia così di slittare il piano di mobilità sostenibile elaborato da Comune di Olbia e Regione.
Lo schema. Il Comune ha aderito allo schema di protocollo di intesa con la Regione per la realizzazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici nelle aree urbane, ma non ci sono diritti di esclusiva per l’operatore o il gestore. L’adesione dunque non pregiudica le iniziative autonome del Comune finalizzate alla promozione della mobilità elettrica. Ora il Comune di Olbia potrà trovare partner privati, condizione necessaria per accelerare il piano d’azione redatto dal gruppo di lavoro Regione-Università di Cagliari-Comune che individua 27 siti, per 64 colonnine di ricarica – suddivise in “fast”, “quick” e “slow” in base alla potenza – e oltre 100 stalli.
Il piano. Dalla Basa a viale Aldo Moro dovranno essere posizionate colonnine in varie parti del percorso. Poi nel piano sono indicate piazza Nassirya, via Nanni e piazza Bardanzellu. Il centro storico potrà ospitare colonnine di ricarica con i rispettivi stalli anche in corso Umberto. Poi via Vittorio Veneto, via Redipuglia, piazza Mercato e il parcheggio delle Piramidi. Si punterà molto sull’aeroporto, ma anche sulle località turistiche. Infrastrutture di ricarica saranno posizionate anche a Pittulongu e Murta Maria, ma anche al Molo Brin, Porto Rotondo e San Pantaleo. Un piano ambizioso, che restituisce al Comune di Olbia la possibilità di contrattare in autonomia con operatori che abbiano un project financing per l’applicazione del modello di mobilità elettrica sostenibile, varato all’interno del progetto di smart city. Infrastrutture che non saranno a carico delle casse comunali, in quanto totalmente finanziate dai privati.
Le colonnine. Quale il futuro? Una delle basi per avviare la mobilità elettrica nelle città è la presenza di un buon numero di colonnine di ricarica. Fin dal giugno 2017 Olbia si era dotata di un numero minimo di rifornitori per le auto elettriche. Il Comune aveva attivato le colonnine di alimentazione per ricaricare le auto elettriche in via Garibaldi e in via D’Annunzio. Olbia ha portato avanti con convinzione il progetto per lo sviluppo di alimentazioni alternative e di una mobilità “green” ed ecosostenibile.
Un progetto che ora sarà interamente a carico dei privati. Toccherà al Comune trovare gli interlocutori giusti, sempre che intenda portarlo avanti.
Lo schema. Il Comune ha aderito allo schema di protocollo di intesa con la Regione per la realizzazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici nelle aree urbane, ma non ci sono diritti di esclusiva per l’operatore o il gestore. L’adesione dunque non pregiudica le iniziative autonome del Comune finalizzate alla promozione della mobilità elettrica. Ora il Comune di Olbia potrà trovare partner privati, condizione necessaria per accelerare il piano d’azione redatto dal gruppo di lavoro Regione-Università di Cagliari-Comune che individua 27 siti, per 64 colonnine di ricarica – suddivise in “fast”, “quick” e “slow” in base alla potenza – e oltre 100 stalli.
Il piano. Dalla Basa a viale Aldo Moro dovranno essere posizionate colonnine in varie parti del percorso. Poi nel piano sono indicate piazza Nassirya, via Nanni e piazza Bardanzellu. Il centro storico potrà ospitare colonnine di ricarica con i rispettivi stalli anche in corso Umberto. Poi via Vittorio Veneto, via Redipuglia, piazza Mercato e il parcheggio delle Piramidi. Si punterà molto sull’aeroporto, ma anche sulle località turistiche. Infrastrutture di ricarica saranno posizionate anche a Pittulongu e Murta Maria, ma anche al Molo Brin, Porto Rotondo e San Pantaleo. Un piano ambizioso, che restituisce al Comune di Olbia la possibilità di contrattare in autonomia con operatori che abbiano un project financing per l’applicazione del modello di mobilità elettrica sostenibile, varato all’interno del progetto di smart city. Infrastrutture che non saranno a carico delle casse comunali, in quanto totalmente finanziate dai privati.
Le colonnine. Quale il futuro? Una delle basi per avviare la mobilità elettrica nelle città è la presenza di un buon numero di colonnine di ricarica. Fin dal giugno 2017 Olbia si era dotata di un numero minimo di rifornitori per le auto elettriche. Il Comune aveva attivato le colonnine di alimentazione per ricaricare le auto elettriche in via Garibaldi e in via D’Annunzio. Olbia ha portato avanti con convinzione il progetto per lo sviluppo di alimentazioni alternative e di una mobilità “green” ed ecosostenibile.
Un progetto che ora sarà interamente a carico dei privati. Toccherà al Comune trovare gli interlocutori giusti, sempre che intenda portarlo avanti.
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