La Nuova Sardegna

Olbia

«Il nostro canile è chiuso e paghiamo 30mila euro»

di Angelo Mavuli
«Il nostro canile è chiuso e paghiamo 30mila euro»

L’accusa di Luciano: «Il bellissimo impianto realizzato a Padulo resta inutilizzato mentre il Comune spende i soldi per la struttura olbiese sotto inchiesta»

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TEMPIO. La città ha un canile che non usa e paga per far ospitare i suoi cani nel canile Europa di Olbia, chiuso dalla Guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Tempio. L’accusa, rivolta alla giunta Biancareddu-Addis, arriva da Nicola Luciano, segretario cittadino del Pci, primo artefice nell’amministrazione Frediani dell’avvio dei lavori del canile sanitario e del canile rifugio, in località Padulo. «L’opera – ricorda Luciano – fu ultimata nel 2015. Qualche mese dopo l’insediamento di Biancareddu, a entrare in azione fu l’assessore Francesco Quargnenti che una domenica mattina, mostrando i bellissimi e comodi recinti nei quali i cani avrebbero trovato ospitalità all’ombra di querce secolari o nei rifugi appositamente realizzati in caso di pioggia, annunciò ai giornali e alle emittenti televisive sarde l’imminente apertura. Dimenticando in quella circostanza, Quargnenti, di citare se non l’assessore competente che aveva seguito l’iter della pratica e dei lavori almeno il sindaco Romeo Frediani».

L’inaugurazione della struttura, mille volte promessa e mille volte rimandata, fa notare sarcasticamente Luciano, non è mai stata fatta: «Nel frattempo il Comune ha continuato a pagare 30mila euro di canone annuo al canile Europa, non curandosi del trattamento riservato a nostri animali, piuttosto che creare posti di lavoro nella struttura di Padulo, perfettamente attrezzata sia dal punto di vista sanitario che come rifugio». Un mistero mai affrontato o svelato dalla giunta Biancareddu e dall’assessore Quargnenti, afferma Nicola Luciano, che non esita a parlare di «strane anomalie». La giunta, dice ancora il segretario del Pci, «ha preferito far finta di non sentire le preoccupate segnalazioni che arrivavano numerose da privati cittadini e soprattutto da benemerite associazioni animaliste che, a fronte di mille voci, imploravano interventi a difesa di tanti poveri nostri amici a quattro zampe». Nicola Luciano si affida all’indagine della magistratura. «A noi – dice – rimane l’amaro in bocca, sia per le sofferenze che potrebbero essere state inflitte ai nostri amici cani, sia per i 30mila euro annui che il Comune ha continuato a sborsare all’esterno. Letteralmente ignorando due strutture modernissime delle quali l’assessore Quargnenti da cinque anni va annunciando l’imminente apertura».

Luciano, oltre a lamentare la noncuranza nei confronti degli animali, denuncia anche la mancanza di idee e programmazione: «Una volta a regime – conclude – le due strutture, sarebbero state anche posti di lavoro per cooperative giovanili. Si è preferito spendere i soldi altrove e non offrire un servizio. Perché? Il miracolo avverrà ora alla vigilia delle comunali?».

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