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Olbia

l’inchiesta sul canile europa 

«Abbiamo sfamato e curato gli animali, chiediamo il rimborso»

«Abbiamo sfamato e curato gli animali, chiediamo il rimborso»

OLBIA. «Siamo stati dipinti come aguzzini che hanno maltrattato gli animali in un canile lager, ma la verità è che centinaia di cani sono stati sfamati e curati da noi anche in questi 14 mesi in cui...

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OLBIA. «Siamo stati dipinti come aguzzini che hanno maltrattato gli animali in un canile lager, ma la verità è che centinaia di cani sono stati sfamati e curati da noi anche in questi 14 mesi in cui la struttura è stata posta sotto sequestro e affidata in custodia alla Assl». Non usa mezzi termini l’avvocato Nicola Di Benedetto, difensore del veterinario Quinto Puddu direttore sanitario del canile Europa, gestito dall’associazione di volontariato “Movimento per la biodiversità”, coinvolto in un’inchiesta della Procura di Tempio condotta dalla guardia di finanza di Olbia.

Letta e riletta l’ordinanza del gip del tribunale di Tempio che vieta al suo cliente Quinto Puddu l’esercizio della professione e alla moglie Pina Murru, presidente dell’associazione di volontariato animalista (difesa dall’avvocato Michele Ponsano) qualunque rapporto negoziale con le pubbliche amministrazioni, l’avvocato Nicola Di Benedetto preannuncia un’azione giudiziaria per recuperare i crediti vantati nei confronti dei Comuni (una trentina) convenzionati per accogliere i randagi. Qualcosa come un centinaio di migliaia di euro. «L’ordinanza del gip ci contesta proprio la richiesta di rimborso che abbiamo avanzato nei confronti dei Comuni per aver provveduto noi, con mero senso di responsabilità, a curare e sfamare i cani che si trovavano nella struttura sotto sequestro – aggiunge ancora il difensore – chiediamo che ci vengano restituiti i soldi spesi per aver dato da mangiare agli animali nel canile che era sotto sequestro e che certamente la Assl non poteca assistere. Centinaia di cani che, sempre secondo l’accusa, avremo invece maltrattato. Vogliamo capire allora qual’è il presupposto di questa ordinanza».(m.b.)

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