Libere energie: passa l’epidemia, resta la povertà
L’allarme dell’associazione di volontariato che in città assiste i senzatetto e le famiglie bisognose
2 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. Sono stati mesi duri. Tutti passati a tendere la mano verso un esercito di bisognosi che si è riscoperto improvvisamente più grande. E il problema è che le cose stanno continuando a peggiorare, visto che adesso bisogna affrontare i veri effetti di una crisi economica dai contorni devastanti. Per questo Ginetto Mattana, presidente della onlus Libere energie, ha scritto una lettera rivolta a tutta la comunità: «La curva epidemiologica scende, ma allo stesso tempo sale quella della preoccupazione e della disperazione». Il presidente della onlus chiede così un ulteriore supporto da parte dei cittadini attraverso donazioni, offerte e servizio di volontariato.
Povertà in aumento. Prima del coronavirus la onlus Libere energie si occupava prevalentemente dei senzatetto. Da marzo ha cominciato ad aiutare anche tantissime famiglie rimaste senza soldi nel giro di pochi giorni. «Dall'inizio della pandemia, come tanti altri enti pubblici e privati, noi di Libere energie abbiamo ricevuto centinaia di richieste di aiuto per alimenti, affitti e utenze – spiega Ginetto Mattana -. I nuclei familiari che abbiamo assistito fino a oggi sono 230, mentre gli interventi giornalieri oscillavano tra 18 e i 22. Numeri che per la nostra piccola realtà sono parecchio alti. Tutto questo è stato possibile grazie alla risposta di tanti amici che hanno prestato servizio come volontari (nel picco della crisi eravamo 38) e alle donazioni di generi di prima necessità e soldi giunte da privati e imprese».
Emergenza continua. Libere energie ha però ancora bisogno di aiuto. «Conosciamo la realtà di tante persone, sia italiane che straniere, che ogni anno trovano impiego come stagionali riuscendo così ad accumulare le risorse necessarie per sostenere il costo di alimenti, affitti e utenze anche durante la stagione invernale – dice Mattana -. Famiglie che quest’anno sono senza lavoro e che ci chiedono sostegno con vergogna e con la consapevolezza che l’inverno a venire sarà pieno di difficoltà. Ed è su un aspetto in particolare che ci vogliamo soffermare: la dignità. Dignità che a molte persone in questi pochi mesi è stata tolta». Anche perché gli aiuti messi in campo dalle istituzioni non bastano quasi mai. «Dobbiamo segnalare il rischio di ulteriori spaccature sociali, con la crescita di sentimenti di rabbia e odio razziale – aggiunge Mattana -. Crediamo quindi che il post-emergenza debba essere un cammino condiviso e che, superata per il momento la crisi sanitaria, il nemico da combattere insieme sia l’indifferenza sociale». Infine l’appello: «Nel ringraziare tutti, invito a continuare a sostenerci per il bene della nostra città e per aiutare le tante famiglie in difficoltà a superare questo momento così drammatico». (d.b.)
Povertà in aumento. Prima del coronavirus la onlus Libere energie si occupava prevalentemente dei senzatetto. Da marzo ha cominciato ad aiutare anche tantissime famiglie rimaste senza soldi nel giro di pochi giorni. «Dall'inizio della pandemia, come tanti altri enti pubblici e privati, noi di Libere energie abbiamo ricevuto centinaia di richieste di aiuto per alimenti, affitti e utenze – spiega Ginetto Mattana -. I nuclei familiari che abbiamo assistito fino a oggi sono 230, mentre gli interventi giornalieri oscillavano tra 18 e i 22. Numeri che per la nostra piccola realtà sono parecchio alti. Tutto questo è stato possibile grazie alla risposta di tanti amici che hanno prestato servizio come volontari (nel picco della crisi eravamo 38) e alle donazioni di generi di prima necessità e soldi giunte da privati e imprese».
Emergenza continua. Libere energie ha però ancora bisogno di aiuto. «Conosciamo la realtà di tante persone, sia italiane che straniere, che ogni anno trovano impiego come stagionali riuscendo così ad accumulare le risorse necessarie per sostenere il costo di alimenti, affitti e utenze anche durante la stagione invernale – dice Mattana -. Famiglie che quest’anno sono senza lavoro e che ci chiedono sostegno con vergogna e con la consapevolezza che l’inverno a venire sarà pieno di difficoltà. Ed è su un aspetto in particolare che ci vogliamo soffermare: la dignità. Dignità che a molte persone in questi pochi mesi è stata tolta». Anche perché gli aiuti messi in campo dalle istituzioni non bastano quasi mai. «Dobbiamo segnalare il rischio di ulteriori spaccature sociali, con la crescita di sentimenti di rabbia e odio razziale – aggiunge Mattana -. Crediamo quindi che il post-emergenza debba essere un cammino condiviso e che, superata per il momento la crisi sanitaria, il nemico da combattere insieme sia l’indifferenza sociale». Infine l’appello: «Nel ringraziare tutti, invito a continuare a sostenerci per il bene della nostra città e per aiutare le tante famiglie in difficoltà a superare questo momento così drammatico». (d.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
