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Olbia

Murta Maria all’attacco: «Si conferisca a Tossilo»

Murta Maria all’attacco: «Si conferisca a Tossilo»

Riparte la protesta del Comitato contro l’ampliamento della discarica Cipnes «I rifiuti indifferenziati vanno smaltiti nel termovalorizzatore di Macomer»

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OLBIA. «I rifiuti indifferenziati della Gallura devono essere conferiti al termovalorizzatore di Macomer, pronto e funzionante, così come prevede la normativa vigente». Con l’arrivo dei primi turisti, il comitato di quartiere Murta Maria riapre la partita sulla tanto contestata discarica di Spiritu Santu che con i suoi miasmi tormenta la fascia costiera tra la frazione di Olbia e il vicino Comune di Porto San Paolo.

«Nonostante le centinaia di lettere alla Regione, al Comune e alla Provincia – dicono il presidente del comitato, Corrado Varrucciu, e i due vice presidenti, Alessandro Pais e Gabriella Cerutti – le decine di petizioni consegnate alla Prefettura e alla Procura, il conclamato inquinamento del sottosuolo rilevato dai laboratori dello stesso Cipnes, titolare e gestore della discarica, il 22 ottobre scorso la Regione ha approvato l’ampliamento della discarica di Spiritu Santu per altri dodici anni. Praticamente un ergastolo per gli abitanti e i turisti da Murta Maria e Porto San Paolo». «Il 23 dicembre 2019 – aggiungono – la Provincia di Olbia ha approvato l’Autorizzazione integrata ambientale per l’ampliamento della discarica di Spiritu Santu, che prevede anche l’ampliamento dell’impianto di compostaggio dei rifiuti organici, un biodigestore ed una discarica per inerti». Il comitato di Murta Maria ricorda, però, che esiste un Piano di gestione dei rifiuti regionali. E in questo atto è prevista l’obbligatorietà per la zona del nord Sardegna del conferimento dei rifiuti indifferenziati al termovalorizzatore di Tossilo. «Il termovalorizzatore è stato sottoposto ad ammodernamento. Ed ora i lavori parrebbero terminati – rimarca il Comitato –. Pertanto in un paese normale, dove si rispettano le regole, l’ex provincia di Olbia Tempio comunicherebbe al Cipnes di procedere al conferimento dei rifiuti indifferenziati al termovalorizzatore. Con la sospensione dei conferimenti nella discarica di Spiritu Santu dei rifiuti indifferenziati provenienti da tutta la Gallura. Tra l’altro esiste una direttiva europea che prevede l’obbligo di conferire i rifiuti indifferenziati nei termovalorizzatori. In mancanza di ciò sono previste multe milionarie. Ma i politici galluresi non temono multe o sanzioni penali». Eppure è lì che i rifiuti indifferenziati dovrebbero andare «non per scelta, ma per obbligo», rimarca il Comitato. Che chiede, appunto, che si rispetti la normativa vigente. «I cittadini e i turisti di Murta Maria e di Porto San Paolo respirano i gas emessi dalla discarica mattino e sera, cambia solo se il vento cambia, ed è l’unica notizia che ricevono della gestione pubblica di un servizio dal quale il Cipnes ricava milioni di euro. Tutto il resto viene tenuto segreto. Ancor più con il programmato ampliamento ci sono risorse milionarie in circolazione, senza che né Murta Maria né Porto San Paolo abbiano avuto risvolti occupazionali, solo compromissione dello sviluppo del turismo, unica vera risorsa del territorio. Così come il Mater Olbia, eccellenza sanitaria, affiancata ad una mega discarica è l’esempio di una elargizione di denari pubblici in modo irresponsabile».

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