Olbia, la guardia costiera sequestra undici tonni rossi
Settimana di controlli nella filiera della pesca: ispezioni su 14 imbarcazioni, multe per oltre 9mila euro
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OLBIA. Undici esemplari di tonno rosso, per un peso complessivo di 1500 chili, sono stati sequestrati dalla Guardia costiera di Olbia nel corso di una settimana di controlli a tappeto disposti dalla Direzione marittima di Olbia sulla filiera della pesca. L’ispezione all’interno di un mezzo commerciale in fase di sbarco nel porto di Olbia proveniente da Civitavecchia, ha consentito agli uomini della Guardia costiera di recuperare il pregiato prodotto ittico, risultato sprovvisto delle necessarie informazioni sulla tracciabilità del pescato. La cattura dei tonni rossi è consentita solo a chi è in possesso dell’apposita licenza ed è vigilata secondo un rigido sistema di controllo normativo previsto, tra l’altro, dall’Unione Europea che ha adottato misure restrittive, in linea con le leggi internazionali, per regolamentarne le catture negli Stati membri.
La settimana di controlli è stata condotta in tutto il nord Sardegna, sotto il coordinamento del 15° Centro di controllo pesca della Direzione marittima di Olbia al comando del capitano di vascello Maurizio Trogu, ed era volta a verificare il rispetto della normativa in materia di tracciabilità e rintracciabilità nell’ambito della filiera della pesca, a tutela del consumatore finale. Quattordici le imbarcazioni da pesca sottoposte ad ispezione da parte di ispettori qualificati che hanno solcato le acque in tutta l’area di competenza a bordo della motovedetta d’altura Cp 273 della Capitaneria di porto di Olbia. Al termine dell’attività che ha previsto controlli mirati a pescherecci, centri di ingrosso di prodotto ittico, supermercati, pescherie e veicoli commerciali frigoriferi, sono state elevate sanzioni amministrative per un totale di circa 9.500 euro, e posti sotto sequestro attrezzi da pesca non consentiti: reti con maglie non conformi alle dimensioni previste che impediscono la selezione del pesce catturato e, quindi, il rispetto delle taglie minime imposto dalle normative vigenti.
L’attività di controllo svolta rientra nella più ampia missione operativa disposta da parte del comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera su tutto il territorio nazionale, denominata Scip 2020 (Specific control and inspection programme), che prevede missioni navali, aeree e terrestri, anche con lo scambio di ispettori con altri Stati Membri.
La settimana di controlli è stata condotta in tutto il nord Sardegna, sotto il coordinamento del 15° Centro di controllo pesca della Direzione marittima di Olbia al comando del capitano di vascello Maurizio Trogu, ed era volta a verificare il rispetto della normativa in materia di tracciabilità e rintracciabilità nell’ambito della filiera della pesca, a tutela del consumatore finale. Quattordici le imbarcazioni da pesca sottoposte ad ispezione da parte di ispettori qualificati che hanno solcato le acque in tutta l’area di competenza a bordo della motovedetta d’altura Cp 273 della Capitaneria di porto di Olbia. Al termine dell’attività che ha previsto controlli mirati a pescherecci, centri di ingrosso di prodotto ittico, supermercati, pescherie e veicoli commerciali frigoriferi, sono state elevate sanzioni amministrative per un totale di circa 9.500 euro, e posti sotto sequestro attrezzi da pesca non consentiti: reti con maglie non conformi alle dimensioni previste che impediscono la selezione del pesce catturato e, quindi, il rispetto delle taglie minime imposto dalle normative vigenti.
L’attività di controllo svolta rientra nella più ampia missione operativa disposta da parte del comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera su tutto il territorio nazionale, denominata Scip 2020 (Specific control and inspection programme), che prevede missioni navali, aeree e terrestri, anche con lo scambio di ispettori con altri Stati Membri.
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