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Olbia

Appiccò venti roghi con la diavolina: condannato 37enne di Santa Teresa

di Tiziana Simula
Appiccò venti roghi con la diavolina: condannato 37enne di Santa Teresa

Riconosciuta l’incapacità parziale dell'uomo. Aiutava i volontari a spegnere gli incendi dopo averli accesi

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SANTA TERESA. Tre anni e quattro mesi. È la condanna inflitta dal gip del tribunale di Tempio a Francesco Occhioni, 37 anni, di Santa Teresa, finito in carcere nell’ottobre di due anni fa, con l’accusa di aver appiccato venti incendi nell’estate 2017 ed estate 2018 mandando in fumo ettari di bosco e macchia mediterranea. Una condanna inferiore rispetto a quanto sollecitato dal pubblico ministero Ilaria Corbelli che aveva seguito le indagini condotte dagli uomini della Forestale, e che aveva chiesto una condanna a 5 anni e 4 mesi. Sentenza che di fatto ha accolto le richieste della difesa – il giovane era assistito dagli avvocati Luigi Esposito e Antonella Piredda – i quali avevano sollecitato l’applicazione di tutte le riduzioni possibili della pena alla luce della patologia del giovane emersa dalla perizia psichiatrica a cui era stato sottoposto (incapacità parziale con impossibilità a controllare gli impulsi) e del percorso finora fatto (dopo il carcere, era stato a lungo in comunità e attualmente è rientrato in famiglia e al lavoro).

I difensori avevano formulato la richiesta di rito abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica. Nell’udienza precedente era stato sentito il professionista incaricato di eseguire l’accertamento: dalla perizia era emersa un’incapacità parziale del giovane. Ieri mattina, la sentenza.

Secondo la ricostruzione della Forestale, Francesco Occhioni appiccava gli incendi con la “diavolina” e andava via. Per poi ritornare dov’erano divampate le fiamme, tra boschi e macchia mediterranea incenerita, e offrire il suo aiuto agli uomini dell’antincendio. Era stato tradito dalla sua auto, una Hyundai i20 grigia, sempre presente nei luoghi dove divampavano gli incendi. Era stata anche filmata da telecamere di videosorveglianza e registrata dal Gps installato dagli investigatori che già sospettavano di lui. Ad ogni incendio, lui era lì, nel punto di innesco a guardare cosa succedeva, «un atteggiamento tipico dei piromani», avevano detto gli investigatori dopo il suo arresto, avvenuto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Tempio.

I primi incendi contestati al giovane erano datati 16 settembre 2017: tre inneschi avevano provocato altrettanti roghi nelle località Petra Bianca, La Filetta (in corrispondenza della via Stella Polare) e Li Nalboni, nell’agro di Santa Teresa. L’attività investigativa nei confronti di Francesco Occhioni era partita proprio da lì.

Il 7 ottobre 2017 scoppiarono cinque incendi in altrettanti punti diversi di Santa Teresa. Gli altri roghi contestati all’imputato erano concentrati nell’estate 2018: le fiamme avevano lambito abitazioni del centro urbano, villaggi turistici e camping, e danneggiato boschi e aree protette.

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