Un solo urologo, i disagi dei pazienti
I cateterizzati esterni sollevano il caso. «Assistenza garantita solo a pochi»
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OLBIA. C’è un solo urologo, all’ospedale di Olbia. E diversi pazienti, soprattutto i cateterizzati, non possono più contare sull’assistenza. Tanto che a molti di loro, come consiglio, è stato detto di cercare altrove uno specialista.
La situazione è pesante. L’unico urologo a disposizione della Assl (che tra l’altro ha anche diritto a ferie e riposi) deve fare i miracoli per riuscire a soddisfare le esigenze. Non solo si deve occupare dei ricoverati ma deve anche seguire (ma solo quando è possibile) i pazienti esterni. Compresi quelli coni con cateteri vescicali che adesso, però, si sentono completamente abbandonati. «Sia chiaro; la colpa non è dell’urologo che, tra l’altro, è bravissimo - dicono - ma per lui è umanamente impossibile riuscire a occuparsi di tutti. Nello stesso tempo, non possiamo accettare di vivere questo grande disagio».
Il problema del personale carente in Urologia è sorto qualche mese fa (e quindi prima che scoppiasse l’emergenza sanitaria). Gli urologi che lavoravano alla Assl erano quattro. Lo specialista che era stato destinato al distretto di Olbia era in mobilità e l’azienda di appartenenza lo ha richiamato. E gli altri due? Non volevano più rimanere qui. Hanno così chiesto e ottenuto il trasferimento. Un problema, questo, sollevato negli anni più volte dalla stessa Assl: pochi i medici e gli infermieri che accettano di operare negli ospedali della Gallura.
Ma in ogni caso, il problema resta irrisolto e i pazienti che hanno bisogno di assistenza urologica, non intendono andare altrove o ricorrere a un privato.
Dalla Assl fanno solo sapere che «l’azienda è impegnata nella ricerca di specialisti, ma è veramente difficile riuscire a trovarli sul mercato».
La situazione è pesante. L’unico urologo a disposizione della Assl (che tra l’altro ha anche diritto a ferie e riposi) deve fare i miracoli per riuscire a soddisfare le esigenze. Non solo si deve occupare dei ricoverati ma deve anche seguire (ma solo quando è possibile) i pazienti esterni. Compresi quelli coni con cateteri vescicali che adesso, però, si sentono completamente abbandonati. «Sia chiaro; la colpa non è dell’urologo che, tra l’altro, è bravissimo - dicono - ma per lui è umanamente impossibile riuscire a occuparsi di tutti. Nello stesso tempo, non possiamo accettare di vivere questo grande disagio».
Il problema del personale carente in Urologia è sorto qualche mese fa (e quindi prima che scoppiasse l’emergenza sanitaria). Gli urologi che lavoravano alla Assl erano quattro. Lo specialista che era stato destinato al distretto di Olbia era in mobilità e l’azienda di appartenenza lo ha richiamato. E gli altri due? Non volevano più rimanere qui. Hanno così chiesto e ottenuto il trasferimento. Un problema, questo, sollevato negli anni più volte dalla stessa Assl: pochi i medici e gli infermieri che accettano di operare negli ospedali della Gallura.
Ma in ogni caso, il problema resta irrisolto e i pazienti che hanno bisogno di assistenza urologica, non intendono andare altrove o ricorrere a un privato.
Dalla Assl fanno solo sapere che «l’azienda è impegnata nella ricerca di specialisti, ma è veramente difficile riuscire a trovarli sul mercato».
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