La Nuova Sardegna

Olbia

«Vigili del fuoco, al porto serve il presidio fisso»

di Giandomenico Mele
«Vigili del fuoco, al porto serve il presidio fisso»

Il deputato Marino (M5s) rilancia la battaglia per l’apertura del distaccamento Interrogazione ed emendamento al Decreto Rilancio: sicurezza inadeguata 

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OLBIA. In una cartina del porto industriale di Olbia, riferita all’adeguamento del piano regolatore, datata maggio 1998, l’edificio 13 è indicato come stazione antincendio. Si sarebbe dovuta trovare accanto alla banchina per i traghetti ro-ro a Cala Saccaia, nel porto industriale di Olbia. Ma quella stazione non è mai stata costruita. Oggi gli interventi di soccorso antincendio all’Isola Bianca, uno dei primi porti commerciali d’Italia, sono affidati ai rimorchiatori del gruppo Onorato Armatori. Le operazioni di spegnimento dell’incendio a bordo della Cruise Bonaria della Grimaldi, causato giovedì pomeriggio da un tir andato a fuoco, sono state effettuate dal personale della nave, assistito da un rimorchiatore, dai vigili del fuoco di Olbia e Arzachena e dalla Capitaneria di porto. Un incidente conclusosi senza conseguenze. Ma l’esito positivo non cancella, anzi ripropone, il tema dell’assenza di un presidio dei vigili del fuoco nel porto.

L’interrogazione. Il deputato del M5s, Nardo Marino, domani presenterà un’interrogazione al ministro dell’Interno, denunciando «l’inadeguatezza dei sistemi di sicurezza all’interno del golfo di Olbia, ancora privo di un distaccamento fisso dei vigili del fuoco». Un incidente come quello avvenuto sulla “Cruise Bonaria” costringe a impiegare un numero consistente di forze presenti sul territorio, che devono così garantire la sicurezza e la copertura di un’area troppo vasta. L’interrogazione di Marino fa seguito a un suo ordine del giorno, in sede di approvazione della legge di Bilancio, presentato e accolto a fine 2019, nel quale il parlamentare gallurese evidenziava la necessità di istituire nel porto un presidio fisso dei vigili del fuoco.

La classificazione. Marino ha anche presentato un emendamento al nuovo Decreto “Rilancio”, che prevede una dotazione finanziaria complessiva di 55 miliardi dopo la crisi sistemica provocata dalla pandemia, perché si colmi la lacuna dell’assenza di presidi fissi, operativi 24 ore su 24, nei principali porti italiani. Il caso di Olbia è emblematico. Lo scalo gallurese è uno dei più importanti in Italia ma risente della inadeguatezza della classificazione dei porti ai fini della sicurezza antincendi, in ragione della quale né all’Isola Bianca né al porto industriale Cocciani è ancora stato assegnato un distaccamento dei vigili del fuoco. La classificazione prevista dalla legge 13 maggio 1940, n. 690, con cui fu istituito il servizio di prevenzione ed estinzione nei porti, suddivide i porti nazionali in tre categorie, prevedendo la costituzione di distaccamenti portuali dei vigili del fuoco solo in quelli di prima e seconda categoria. Una grave lacuna che neanche le successive normative in materia di riorganizzazione del sistema portuale sono riuscite a sanare. «Un porto di rilevanza economica nazionale, come quello di Olbia, deve avere un distaccamento dei vigili del fuoco fisso» conferma Marino. Un presidio che sarebbe dovuto sorgere a Cala Saccaia, nei terreni oggi di proprietà del Consorzio industriale. Ma che non ha mai visto la luce.

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