«Nuova zona Cipnes Nizzi non coinvolge il consiglio comunale»
di Giandomenico Mele
Lo stop alla fabbrica dei salmoni, minoranza all’attacco «Sì a chi vuole investire in città ma tutto va discusso»
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OLBIA. Un nuovo insediamento produttivo per costruire una fabbrica di salmoni, intorno alla quale restano però molti punti interrogativi. Il Comune di Olbia e il Cipnes hanno firmato un’intesa per un mega investimento su terreni che non sono loro. Nessuna procedura di esproprio è stata avviata. Nessuna comunicazione è stata inviata ai legittimi proprietari. Un’anomalia sulla quale intende vederci chiaro l’opposizione in Consiglio comunale. Sull’argomento sono intervenuti Davide Bacciu per Progetto Olbia, il Movimento 5 Stelle e la Coalizione civica e democratica (Rino Piccinnu, Ivana Russu, Antonio Loriga, Massimo Satta e Patrizia Desole). «Veniamo a conoscenza – dicono – della presenza di un possibile importante progetto di sviluppo nel territorio del Comune di Olbia. Se, come minoranza esprimiamo piacere nel sapere che degli imprenditori vogliono investire in città, allo stesso tempo non possiamo esimerci dal sottolineare come ancora una volta, in pieno stile Nizzi, il consiglio comunale non è stato minimamente coinvolto in una scelta così importante, come l'individuazione di un'area fuori dalla zona industriale – sottolinea la minoranza consiliare -. Una scelta importantissima che deve essere presa alla luce di numerose valutazioni, che competono anche al Consiglio comunale, l’organo deputato alla pianificazione urbanistica».
Terreni contesi. Lo stop al progetto per il nuovo insediamento produttivo sui 19 ettari affacciati sulla strada statale 131 Dcn, in direzione Olbia, al chilometro 138, è arrivato dai titolari dei terreni agricoli interessati dall’investimento. La famiglia Mancini, insieme a una quota della famiglia Decandia, è proprietaria dell’area. E non ha nessuna intenzione di cederla a Cipnes e Comune di Olbia per ospitare il nuovo polo produttivo. Contestano la delibera dello scorso 17 aprile, con la quale era stato sottoscritto l’accordo preliminare tra lo stesso Cipnes e il Comune di Olbia, per la individuazione e la delimitazione di una nuova area industriale consortile. I proprietari dei terreni hanno mandato una lettera al Comune e al Cipnes, diffidandoli dal proseguire nel progetto senza prima interpellarli.
L’opposizione. La minoranza contesta agli enti interessati anche la procedura seguita per avviare questa nuova iniziativa imprenditoriale. «Apprendiamo dalla stampa – sottolineano i consiglieri di opposizione – che, con il solito modus operandi, si progetta su terreni di proprietari ignari del destino a loro riservato da un uomo solo al comando. Atti che non coinvolgono i legittimi proprietari, non solo per elementari regole di educazione, ma anche per il buon andamento della procedura amministrativa».
Terreni contesi. Lo stop al progetto per il nuovo insediamento produttivo sui 19 ettari affacciati sulla strada statale 131 Dcn, in direzione Olbia, al chilometro 138, è arrivato dai titolari dei terreni agricoli interessati dall’investimento. La famiglia Mancini, insieme a una quota della famiglia Decandia, è proprietaria dell’area. E non ha nessuna intenzione di cederla a Cipnes e Comune di Olbia per ospitare il nuovo polo produttivo. Contestano la delibera dello scorso 17 aprile, con la quale era stato sottoscritto l’accordo preliminare tra lo stesso Cipnes e il Comune di Olbia, per la individuazione e la delimitazione di una nuova area industriale consortile. I proprietari dei terreni hanno mandato una lettera al Comune e al Cipnes, diffidandoli dal proseguire nel progetto senza prima interpellarli.
L’opposizione. La minoranza contesta agli enti interessati anche la procedura seguita per avviare questa nuova iniziativa imprenditoriale. «Apprendiamo dalla stampa – sottolineano i consiglieri di opposizione – che, con il solito modus operandi, si progetta su terreni di proprietari ignari del destino a loro riservato da un uomo solo al comando. Atti che non coinvolgono i legittimi proprietari, non solo per elementari regole di educazione, ma anche per il buon andamento della procedura amministrativa».
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