Muore dopo il ricovero i parenti dai carabinieri
di Walkiria Baldinelli
La Maddalena, la donna si era rivolta al Pronto soccorso per problemi cardiaci Le sue condizioni non erano state valutate gravi per il trasferimento a Olbia
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LA MADDALENA. Il cuore di una donna di 67 anni ha smesso di battere poche ore dopo il ricovero nel reparto di Medicina dell’ospedale Paolo Merlo. Dopo la corsa in ospedale alle 9 del mattino per problemi cardiaci, la donna, accompagnata dal figlio, era stata stabilizzata dai medici del Pronto soccorso, seguendo il protocollo concordato con Olbia. Superata la gestione della fase critica della paziente – avvenuta in assenza di un cardiologo perché da marzo, a causa dell’emergenza da Covid-19, la Regione ha depotenziato il Pronto soccorso isolano – nel pomeriggio, dopo l’esito del tampone obbligatorio prima del ricovero, la donna era stata trasferita in osservazione in Medicina generale. Il delicato quadro clinico della donna, giunta in ospedale con fibrillazione atriale, è poi peggiorato nelle prime ore del mattino seguente. Inutili i tentativi dei medici di salvarle la vita. La famiglia ha presentato denuncia ai carabinieri perché sia fatta chiarezza. Nella stessa giornata di lunedì, al Pronto soccorso, era arrivato un altro paziente con problemi cardiaci. Un quadro clinico valutato più grave, tanto da chiedere il suo trasferimento in elisoccorso al Giovanni Paolo II di Olbia. L’episodio alimenta la protesta dei maddalenini per il depotenziamento dell’ospedale. Meno di un mese fa un’altra morte. Una donna era deceduta nella sua abitazione, prima che lo staff medico dell’elisoccorso, arrivato in meno di 20 minuti come da procedura, potesse prestarle assistenza. Con un post durissimo interviene sul caso anche il sindaco Luca Montella. «Sarebbe inaccettabile e inconcepibile che un paziente possa pensare anche solo per un minuto che, di fronte a una esigenza sanitaria, ci sia il rischio di finire di colpo in un incubo. Vorremmo pure finire di piangere morti sospette. Non siamo cittadini di serie B. Sia chiaro, non punto il dito perché sta agli organi competenti accertare, ma è ora che la sanità regionale metta fine a questa situazione e lo faccia subito. Vogliamo pure che la classe politica regionale ne chieda conto e immediatamente. Credo di essere stato chiaro. Se vi è incapacità si ceda il passo».
«Chiediamo che i pazienti abbiano una chance in più di vita – commenta il presidente dell’Associazione presidio Paolo Merlo, Aldo Pireddu –. Non entriamo certo nel merito delle valutazioni mediche, ma evidenziamo la mancanza di figure specialistiche al Pronto soccorso. Come quella del cardiologo, che invece dovrebbe essere sempre presente. Perché la prima valutazione è importante, è quella che determina le scelte successive e quindi detta i protocolli sanitari». Da quando il presidio è stato depotenziato dalla Regione a causa dell’emergenza Covid, al Pronto soccorso operano a turno 5 medici, ma c’è carenza sul fronte dei consulti specialistici. Oltre al cardiologo mancano il pediatra e il chirurgo. «A queste carenze – conclude Pirreddu –, si aggiunge quella di Medicina generale, con l’organico dei medici ridotto di due unità, che si trasforma anche in reparto di osservazione del Pronto soccorso. Tra i punti critici dell’ospedale c’è anche la carenza di due anestesisti rianimatori. Permane poi una certa insicurezza sul funzionamento della Tac. Rimessa in funzione dopo diversi mesi, dopo pochi giorni ha subito un altro stop tecnico. La Maddalena, proprio per la propria insularità è classificata area disagiata. Siano quindi garantiti i servizi previsti nel decreto ministeriale del 2015 e nella riforma sanitaria regionale del 2017».
«Chiediamo che i pazienti abbiano una chance in più di vita – commenta il presidente dell’Associazione presidio Paolo Merlo, Aldo Pireddu –. Non entriamo certo nel merito delle valutazioni mediche, ma evidenziamo la mancanza di figure specialistiche al Pronto soccorso. Come quella del cardiologo, che invece dovrebbe essere sempre presente. Perché la prima valutazione è importante, è quella che determina le scelte successive e quindi detta i protocolli sanitari». Da quando il presidio è stato depotenziato dalla Regione a causa dell’emergenza Covid, al Pronto soccorso operano a turno 5 medici, ma c’è carenza sul fronte dei consulti specialistici. Oltre al cardiologo mancano il pediatra e il chirurgo. «A queste carenze – conclude Pirreddu –, si aggiunge quella di Medicina generale, con l’organico dei medici ridotto di due unità, che si trasforma anche in reparto di osservazione del Pronto soccorso. Tra i punti critici dell’ospedale c’è anche la carenza di due anestesisti rianimatori. Permane poi una certa insicurezza sul funzionamento della Tac. Rimessa in funzione dopo diversi mesi, dopo pochi giorni ha subito un altro stop tecnico. La Maddalena, proprio per la propria insularità è classificata area disagiata. Siano quindi garantiti i servizi previsti nel decreto ministeriale del 2015 e nella riforma sanitaria regionale del 2017».
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