«Ripensiamo il futuro della scuola»
di Giuseppe Pulina
La ds del “De André” Maria Chiara Demuro: servono supporto e coordinamento
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TEMPIO. La sensazione è che, al di là di precipitose e catastrofiche previsioni, non ci sia tempo da perdere. Il Miur ha stabilito che le lezioni dovranno riprendere il prossimo 14 settembre e che già dal 1° dello stesso mese gli studenti faranno ritorno a scuola. Se non tutti (ma questo è uno dei punti sui quali ancora si discute in viale Trastevere), almeno quelli che sono stati ammessi alla classe successiva con diverse materie da recuperare.
Il tempo a disposizione è realmente poco e, secondo gli addetti ai lavori, non andrebbe sprecato. Nell’isola si discute anche della posizione assunta dall’assessore regionale all’Istruzione, Andrea Biancareddu, che ha espresso qualche riserva sulla possibilità di far ripartire la didattica in presenza, vale a dire la classica lezione in aula, a metà settembre. Il fatto è che l’assessore conosce sicuramente meglio di tanti la situazione, ed è per questo che le sue parole suonano per molti come un allarme. La preoccupazione è palpabile anche tra i dirigenti scolastici, chiamati a gestire situazioni estremamente complesse. «Per questa ragione - sostiene Maria Chiara Demuro, ds del liceo De André – auspico che i tavoli regionali presso gli Usr e le conferenze di servizio con gli enti locali fungano da reale supporto e coordinamento».
Per la ds ci sono priorità imprescindibili: «Riconfigurazione della classe in gruppi, articolazione modulare dei gruppi, turnazione, integrazione di didattica in presenza e a distanza, estensione del tempo scuola, utilizzo di locali diversi». Sul tappeto ci sono però altre questioni urgenti. Basti pensare che le scuole di Tempio sono frequentate per più del 50% da pendolari. «È necessario allora tenere in considerazione i trasporti, l'assistenza agli alunni con disabilità, gli spazi, gli arredi e operare scelte adatte al contesto». Tutto è possibile e l’entourage della ministra Azzolina si dichiara fiducioso. Serviranno concertazione e creatività, e bisognerà saper fare bene conti e investimenti. «Nel breve periodo che precede l'avvio del prossimo anno scolastico siamo chiamati ad uno sforzo per l'impiego delle risorse economiche già assegnate per l’adeguamento dei locali, per acquisire arredi e sussidi informatici, per la formazione del personale». Il solo pensiero delle tante cose da fare può dare l’emicrania, ma proprio questo può essere il punto base da cui ripartire. «L'esperienza di quanto affrontato deve essere un bagaglio da non dimenticare per ripensare il futuro della scuola e della società nell’ottica di un benessere comune». Potrebbe essere proprio questo il punto di forza della scuola che verrà.
Il tempo a disposizione è realmente poco e, secondo gli addetti ai lavori, non andrebbe sprecato. Nell’isola si discute anche della posizione assunta dall’assessore regionale all’Istruzione, Andrea Biancareddu, che ha espresso qualche riserva sulla possibilità di far ripartire la didattica in presenza, vale a dire la classica lezione in aula, a metà settembre. Il fatto è che l’assessore conosce sicuramente meglio di tanti la situazione, ed è per questo che le sue parole suonano per molti come un allarme. La preoccupazione è palpabile anche tra i dirigenti scolastici, chiamati a gestire situazioni estremamente complesse. «Per questa ragione - sostiene Maria Chiara Demuro, ds del liceo De André – auspico che i tavoli regionali presso gli Usr e le conferenze di servizio con gli enti locali fungano da reale supporto e coordinamento».
Per la ds ci sono priorità imprescindibili: «Riconfigurazione della classe in gruppi, articolazione modulare dei gruppi, turnazione, integrazione di didattica in presenza e a distanza, estensione del tempo scuola, utilizzo di locali diversi». Sul tappeto ci sono però altre questioni urgenti. Basti pensare che le scuole di Tempio sono frequentate per più del 50% da pendolari. «È necessario allora tenere in considerazione i trasporti, l'assistenza agli alunni con disabilità, gli spazi, gli arredi e operare scelte adatte al contesto». Tutto è possibile e l’entourage della ministra Azzolina si dichiara fiducioso. Serviranno concertazione e creatività, e bisognerà saper fare bene conti e investimenti. «Nel breve periodo che precede l'avvio del prossimo anno scolastico siamo chiamati ad uno sforzo per l'impiego delle risorse economiche già assegnate per l’adeguamento dei locali, per acquisire arredi e sussidi informatici, per la formazione del personale». Il solo pensiero delle tante cose da fare può dare l’emicrania, ma proprio questo può essere il punto base da cui ripartire. «L'esperienza di quanto affrontato deve essere un bagaglio da non dimenticare per ripensare il futuro della scuola e della società nell’ottica di un benessere comune». Potrebbe essere proprio questo il punto di forza della scuola che verrà.
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