la clinica michelangelo
Lesioni, irregolarità, diffamazione il pm chiede 5 rinvii a giudizio
OLBIA. Il caso della Clinica Michelangelo è approdato ieri dal gup. Si tratta dell’ultimo processo rimasto in piedi dopo le 11 archiviazioni. Il pm Ilaria Corbelli ha chiesto il rinvio a giudizio dei...
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OLBIA. Il caso della Clinica Michelangelo è approdato ieri dal gup. Si tratta dell’ultimo processo rimasto in piedi dopo le 11 archiviazioni. Il pm Ilaria Corbelli ha chiesto il rinvio a giudizio dei cinque imputati: il chirurgo plastico Raffaele Ceccarino, il legale rappresentante della clinica Michele Mossa, il direttore sanitario Antonello Mossa, l’anestesista Renato Cappelletti e l’infermiere Antimo Di Spirito. Ceccarino, Michele Mossa e Cappelletti sono accusati di aver provocato lesioni a due pazienti – uno dei quali ieri si è costituito parte civile – che si erano sottoposti a un intervento di addominoplastica eseguita con la tecnica di tumescenza a freddo e di aver utilizzato per gli interventi di chirurgia plastica – accusa, questa, mossa anche al direttore sanitario – medicinali anestetici contenenti sostanze stupefacenti (Fentanest e Ultiva) consentiti solo in ambito ospedaliero, senza avere la necessaria autorizzazione regionale. La Procura contesta a Michele Mossa anche di aver diffamato su Fb una paziente che aveva raccontato alla Rai gli esiti non soddisfacenti dell’intervento. A Di Spirito viene contestato l’esercizio abusivo della professione. L’avvocato Domenico Putzolu che difende Ceccarino e Michele Mossa insieme al collega Giampaolo Murrighile, ha chiesto il proscioglimento per i suoi assistiti. Si prosegue il 9 luglio. Antonello Mossa è difeso dall’avvocato Antonella Cuccureddu, Cappelletti e Di Spirito dall’avvocato Mario Corsiero.
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