Poste sempre chiuse in via Agrigento i pensionati in rivolta
OLBIA. «A questo punto siamo pronti a restituire i nostri libretti postali», dice un gruppo di pensionati esasperati di fronte alla serranda abbassata dell’ufficio postale di via Agrigento, nel...
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OLBIA. «A questo punto siamo pronti a restituire i nostri libretti postali», dice un gruppo di pensionati esasperati di fronte alla serranda abbassata dell’ufficio postale di via Agrigento, nel quartiere zona Bandinu. L’ufficio è chiuso ormai da diversi mesi per ragioni di sicurezza, a causa dell’emergenza Covid-19. E sempre da lungo tempo non funziona neanche lo sportello automatico per i prelievi e le operazioni di cassa. In pratica, per rittirare la pensione o prelevare contante con la tessera Postamat bsogna attraversare la città alla ricerca di un altro ufficio o sportello automatico. «Sempre che funzioni – aggiungono ancora i pensionati – perché ieri anche quello dell’ufficio centrale, in via Acquedotto, era fuori servizio». La protesta dei cittadini si trascina ormai da mesi, ma in questi giorni di pagamento delle pensioni gli abitanti del popoloso quartiere sono letteralmente esplosi di rabbia. L’ufficio postale, infatti, è un servizio necessario: se i possessori di carta Postamat possono prelevare dagli sportelli bancari (però pagando una commissione), non altrettanto possono fare i titolari dei libretti postali che invece possono usare solo gli sportelli di Poste Italiane. Però l’ufficio è chiuso e lo sportello automatico è sempre fuori servizio, quindi bisogna spostarsi in centro, alla faccia del decentramento dei servizi. Il disservizio è già stato segnalato in più occasioni, ma adesso i pensionati alzano il tiro e minaccio un’azione clamorosa: la rinuncia ai libretti di risparmio che saranno restituiti a Poste Italiane.
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