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Olbia

Murta Maria, sit-in contro la discarica

Murta Maria, sit-in contro la discarica

Più turisti che residenti per dire no all’ampliamento dell’impianto del Cipnes

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OLBIA. I residenti di Murta Maria devono aver perso la speranza. Si conta sulle dita di una mano chi di loro ha ancora voglia di combattere contro la discarica di Spiritu Santu. La protesta raccoglie consensi più tra i turisti. Sono loro l’anima del sit-in alla rotatoria del borgo. Murta Maria da anni chiede che si trovi una soluzione al problema dell’impianto gestito del Cipnes. Dal cimitero dei rifiuti si sollevano odori nauseabondi. La Regione ha anche concesso l’ampliamento dell’impianto. «Ma è solo la punta dell’iceberg – ribadiscono i manifestanti –. C’è l’inquinamento delle falde acquifere dimostrato da montagne di documenti depositati in Procura». I cittadini aspettano l’intervento della magistratura. E guardano con rabbia e paura alla collina di Spiritu Santu. Bisognerebbe vivere a Murta Maria per capire di cosa parlano i cittadini. Perché solo loro sanno cosa significa svegliarsi con quell’odore stomachevole nelle narici di cui senti anche il sapore in bocca. Ma sembra che i residenti, un migliaio in tutto, si siano rassegnati all’infelice convivenza. «I turisti forse sentono di più il problema o forse i residenti sono talmente esausti che non riescono a reagire – dice Corrado Varrucciu, presidente del Comitato di Murta Maria –. Le sere d’estate chiunque vorrebbe poter cenare in veranda. Ma qui non è possibile, i miasmi sono insopportabili». Il nonno del piccolo di sei anni che si è sentito male dopo aver respirato l’aria acre del mattino è sceso in piazza. È arrabbiato contro la politica che non ascolta e la magistratura distratta. Al suo fianco una coppia toscana. Hanno la casa a Murta Maria dal 2012. «Negli anni la situazione è peggiorata. Sappiamo bene che l’odore è solo la punta dell’iceberg. Il problema vero è l’inquinamento delle falde acquifere». L’unico politico al fianco dei cittadini è il consigliere regionale del M5s, Roberto Li Gioi. «I dati allarmanti emersi dal piano di caratterizzazione della discarica ignorati dalla giunta regionale indicano la presenza di elementi altamente inquinanti e di superamenti delle soglie di concentrazione. Floruri, nitriti, alluminio, arsenico, ferro, manganese, piombo, zinco. Veleni che non possono non preoccupare chi abita accanto alla discarica consortile, in cui, tra l’altro, la Regione ha autorizzato il trasferimento degli scarti di macellazione e rifiuti di origine animale» Li Gioi invita l’assessore regionale all’Ambiente Lampis a Murta Maria. «Si prenda le sue responsabilità come firmatario del documento cheautorizzato l’ampliamento di questa bomba ecologica». (se.lu.)

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