La festa
Il primo brindisi per commercianti e storici frequentatori
PORTO ROTONDO. Si roteano i calici e si brinda alla ripartenza. Da piazzetta San Marco fino ai moli della Marina, giovedì sera, il borgo di Porto Rotondo ha ritrovato il suo senso di comunità. Il...
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PORTO ROTONDO. Si roteano i calici e si brinda alla ripartenza. Da piazzetta San Marco fino ai moli della Marina, giovedì sera, il borgo di Porto Rotondo ha ritrovato il suo senso di comunità. Il passaparola ha radunato storici frequentatori, commercianti, amici, artisti. Tutta gente che, dopo mesi di disorientamento per via del Covid-19, ha voluto condividere l’emozione del nuovo inizio. E così la serata, promossa da Pai Hruska, amante e abitante di Porto Rotondo, è stata subito ribattezzata «Start».
In piazza, in questo aperitivo con musica poi trasformatosi in cena, anche il conte Luigi Donà dalle Rose, il fondatore del borgo. «Ci siamo ritrovati per dire che noi ci siamo, per dire che Porto Rotondo vive – commenta -. È stata una bella serata, in una atmosfera che un po’ mi ha ricordato quelle della Porto Rotondo degli inizi. In fondo, anche questo è un nuovo inizio». Nei primi giorni di marzo, quando la pandemia di coronavirus stava cominciando a fermare tutta Italia, a Porto Rotondo erano state illuminate con il tricolore la chiesa di San Lorenzo, le colonne romane all’ingresso e il teatro all’aperto Mario Ceroli. «Perché la nostra volontà è quella di far vivere un posto che ci ha dato molto – continua il conte -. Per questo abbiamo deciso di organizzare degli eventi che andranno in scena nel corso dell’estate. Mi sono anche impegnato per far celebrare le messe».
Luigi Donà dalle Rose aveva poco più di 20 anni quando fondò il borgo. E adesso, che di anni ne ha più di 80, ha ancora diversi sogni da tirare fuori dal cassetto: «Porto Rotondo è un luogo d’arte e diventerà patrimonio dell’umanità». Intanto sempre in piazzetta San Marco, nei prossimi giorni, proprioil conte inaugurerà un luogo d’arte che darà spazio a diversi artisti, alcuni dei quali hanno già lasciato il segno nel borgo. (d.b.)
In piazza, in questo aperitivo con musica poi trasformatosi in cena, anche il conte Luigi Donà dalle Rose, il fondatore del borgo. «Ci siamo ritrovati per dire che noi ci siamo, per dire che Porto Rotondo vive – commenta -. È stata una bella serata, in una atmosfera che un po’ mi ha ricordato quelle della Porto Rotondo degli inizi. In fondo, anche questo è un nuovo inizio». Nei primi giorni di marzo, quando la pandemia di coronavirus stava cominciando a fermare tutta Italia, a Porto Rotondo erano state illuminate con il tricolore la chiesa di San Lorenzo, le colonne romane all’ingresso e il teatro all’aperto Mario Ceroli. «Perché la nostra volontà è quella di far vivere un posto che ci ha dato molto – continua il conte -. Per questo abbiamo deciso di organizzare degli eventi che andranno in scena nel corso dell’estate. Mi sono anche impegnato per far celebrare le messe».
Luigi Donà dalle Rose aveva poco più di 20 anni quando fondò il borgo. E adesso, che di anni ne ha più di 80, ha ancora diversi sogni da tirare fuori dal cassetto: «Porto Rotondo è un luogo d’arte e diventerà patrimonio dell’umanità». Intanto sempre in piazzetta San Marco, nei prossimi giorni, proprioil conte inaugurerà un luogo d’arte che darà spazio a diversi artisti, alcuni dei quali hanno già lasciato il segno nel borgo. (d.b.)
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