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Olbia

Nelle zone archeologiche ritornano i visitatori

di Walkiria Baldinelli
Nelle zone archeologiche ritornano i visitatori

Arzachena, il sindaco Ragnedda risponde alla minoranza: «I siti sono tutti aperti» I primi 900 biglietti a giugno dopo il lockdown, lontani i 23mila dell’anno scorso

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ARZACHENA . Il turismo archeologico è sempre una fonte d'attrazione. Lo testimoniano i dati registrati a giugno ad Arzachena, dopo la fine del lockdown causato dall'emergenza sanitaria: 900 visitatori si sono recati in visita al parco archeologico gallurese gestito dalla municipalizzata Geseco. Certo, sono pochi rispetto ai numeri degli anni scorsi: ma sono comunque significativi, considerato che le presenze turistiche erano ancora inesistenti o ai minimi termini. Lo scorso anno a maggio nei siti archeologici di Arzachena si sono registrati 23.375 ingressi con un incasso di 74.100 euro, contro le zero visite del maggio 2020 durante la piena fase di emergenza da Covid-19. A giugno 2019, con 15 addetti assunti, i fruitori erano stati 23.248, per un incasso di 74.800 euro.

«Investiamo nella promozione della cultura e dei luoghi simbolo di Arzachena». L’amministrazione comunale replica così alla sollecitazione della minoranza sulla riapertura a tempo pieno dei siti archeologici e sull’assunzione del personale addetto. «Nonostante il numero di ingressi sia quasi nullo rispetto allo stesso periodo del 2019 – spiega il sindaco Roberto Ragnedda –, i siti archeologici La Prisgiona, Coddhu Ecchju e Albucciu sono aperti dalle 10 alle 16. A maggio, quando ancora i confini regionali erano chiusi a causa dell’emergenza Covid-19, avevamo in forza già 5 persone, oggi sono operativi 7 addetti e altri saranno assunti man mano che i flussi di visitatori aumenteranno». Ragnedda sottolinea che la gestione dei siti archeologici, come quella di qualsiasi altro servizio privato o pubblico, è stata rimodulata e adeguata in base alle misure di contenimento del contagio e alla flessione negli arrivi di turisti. «Dobbiamo garantire – dice – la tutela del personale e i posti di lavoro, ma anche l’economicità della gestione nel rispetto della legge. Senza incassi, il personale non può essere pagato. La municipalizzata Geseco, così come tanti piccoli imprenditori, sta facendo del suo meglio per garantire servizi ai turisti, anche al Centro Capriccioli, dove bagni e docce sono accessibili a tutti. Questo a differenza delle grandi strutture alberghiere, società private dunque, a scopo di lucro che ancora non hanno aperto».

L’assessore alla Geseco, Gabriella Demuro, sottolinea che la priorità è la salute dei lavoratori e la tutela dei visitatori. «Per questioni logistiche e di protocolli di sicurezza – spiega –, le visite guidate di gruppo sono difficoltose. I servizi devono adeguarsi alle necessità imposte dall’emergenza sanitaria e dalla crisi economica, ma devono anche evolversi. I posti di lavoro saranno garantiti e gli orari di apertura ampliati. Novità come audio-guide multilingue, biglietterie più spaziose, sistemi di prenotazione e pagamento online stanno diventando realtà per una pubblica amministrazione sempre più orientata al digitale in linea con quanto avviene nel settore privato».

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