la storia
Nella gestione della Real Effegi immobili per 60 milioni di euro
OLBIA. Lunga e tormentata la vicenda finanziaria e giudiziaria che ha portato al fallimento del Geovillage. Alla fine del 2014 gli immobili erano stati messi in vendita dall’autorità giudiziaria per...
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OLBIA. Lunga e tormentata la vicenda finanziaria e giudiziaria che ha portato al fallimento del Geovillage. Alla fine del 2014 gli immobili erano stati messi in vendita dall’autorità giudiziaria per la bella somma di 60 milioni di euro. L’allora giudice delegato del tribunale di Tempio, Alessandro Di Giacomo, aveva ordinato la vendita con la formula senza incanto dell’intero complesso, distinto in due lotti, dopo l’omologazione del concordato preventivo decretata dallo stesso tribunale di Tempio, che il 18 febbraio aveva accolto la richiesta della Sviluppo Olbia spa, già Geovillage spa. Il prezzo complessivo di vendita era di circa 61 milioni di euro: 58 milioni 721 mila euro per il primo lotto e 2 milioni e 388 mila euro per il secondo. L’intero complesso sportivo e alberghiero, costruito nell’area industriale di Olbia, ha una superficie considerevole: oltre trentamila metri quadrati, tra la parte coperta e quella scoperta.
Il fallimento del complesso Geovillage, invece, era stato dichiarato nel 2016 dopo che il tribunale di Tempio aveva dichiarato inammissibile la domanda di nuovo concordato. Negli anni successivi al primo concordato – e anche dopo – il Geovillage ha continuato a lavorare grazie alle due strutture alberghiere, agli impianti sportivi (calcio, calcetto, tennis, nuoto) e al centro benessere. A gestire la struttura la Real Effegi srl, il cui presidente è Fabio Docche, figlio del patron Gavino. Concordato in continuità, così si chiama, nel senso che la struttura (hotel e impianti) ha continuato a restare aperta e in attività, sempre però con la prospettiva della vendita giudiziaria all’orizzonte.
La situazione finanziaria che aveva portato al tracollo del Geovillage era piuttosto pesante, intorno ai 100 milioni di euro di debiti. A fronte di un patrimonio immobiliare che supera i 60 milioni di euro e comprende l'albergo, gli impianti sportivi e aree edificabili di grande pregio. Nel patrimonio della Sviluppo Olbia anche un autentico jolly: 715 mila metri cubi di volumetria disponibile. Addirittura qualche anno fa era stato dato il via libera all'aumento dell'indice di fabbricabilità per le aree di proprietà delle società create da Gavino Docche. Fatto che aveva accresciuto notevolmente il valore del complesso immobiliare. In altre parole, un boccone sicuramente appetibile per grandi investitori internazionali, ma la vendita giudiziaria non si è mai concretizzata. (m.b.)
Il fallimento del complesso Geovillage, invece, era stato dichiarato nel 2016 dopo che il tribunale di Tempio aveva dichiarato inammissibile la domanda di nuovo concordato. Negli anni successivi al primo concordato – e anche dopo – il Geovillage ha continuato a lavorare grazie alle due strutture alberghiere, agli impianti sportivi (calcio, calcetto, tennis, nuoto) e al centro benessere. A gestire la struttura la Real Effegi srl, il cui presidente è Fabio Docche, figlio del patron Gavino. Concordato in continuità, così si chiama, nel senso che la struttura (hotel e impianti) ha continuato a restare aperta e in attività, sempre però con la prospettiva della vendita giudiziaria all’orizzonte.
La situazione finanziaria che aveva portato al tracollo del Geovillage era piuttosto pesante, intorno ai 100 milioni di euro di debiti. A fronte di un patrimonio immobiliare che supera i 60 milioni di euro e comprende l'albergo, gli impianti sportivi e aree edificabili di grande pregio. Nel patrimonio della Sviluppo Olbia anche un autentico jolly: 715 mila metri cubi di volumetria disponibile. Addirittura qualche anno fa era stato dato il via libera all'aumento dell'indice di fabbricabilità per le aree di proprietà delle società create da Gavino Docche. Fatto che aveva accresciuto notevolmente il valore del complesso immobiliare. In altre parole, un boccone sicuramente appetibile per grandi investitori internazionali, ma la vendita giudiziaria non si è mai concretizzata. (m.b.)
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