La Nuova Sardegna

Olbia

Disincagliato il cargo Grimaldi

di Serena Lullia
Disincagliato il cargo Grimaldi

La nave non ha riportato danni ed è ripartita. Versioni diverse nella ricostruzione dell’incidente

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OLBIA. Ci sono voluti tre rimorchiatori per liberare la nave merci della Grimaldi dal trappolone di sabbia e fango in cui era finita alle prime ore di sabato, davanti al porto industriale. Alle 10,40 di ieri l’Eurocargo Valencia è stato disincagliato. Scortato fino all’ormeggio dalle tre forzute imbarcazioni, ha sbarcato una quarantina di mezzi per poi essere ispezionato. Le verifiche della Capitaneria di porto e del Rina (l’ente che certifica i requisiti di sicurezza) anche attraverso un’ ispezione subacquea, hanno accertato che la nave non avesse riportato alcun danno. Il Valencia ha potuto riprendere il mare nel primo pomeriggio. Rimane aperta l’indagine amministrativa portata avanti dalla Capitaneria di porto. Ma anche le richieste di risarcimento dei danni avanzate da cinque aziende di mitilicoltura socie del Consorzio molluschicoltori.

Scatola nera e interrogatori. L’ipotesi di lavoro alla base dell’inchiesta amministrativa della Capitaneria di porto la spiega il direttore marittimo del nord Sardegna, Maurizio Trogu. «Viste le condizioni del vento di sabato mattina, con raffiche di maestrale registrate tra 25 e 30 nodi, il pilota salito a bordo all’ingresso della canaletta e il comandante dell’Eurocargo Valencia hanno deciso di allargare il raggio della manovra di ormeggio per contrastare meglio la forza del vento – spiega il capitano di vascello –. Il pilota, in virtù delle condizioni meteo e come previsto da un’ordinanza, oltre al fatto che si tratta di una nave con un solo motore, ha richiesto l’intervento del rimorchiatore. Il mezzo ha accompagnato la nave dalla canaletta fino alla manovra di ormeggio. Nonostante fosse agganciata al rimorchiatore, la nave ha subìto la forza del vento che l’ha spinta fino a finire sulla grande duna di sabbia in cui si è incagliata. Dalle misurazioni che abbiamo eseguito in quel punto c’è un fondale di 5 metri. La nave pesca 6,40 metri». La prima ipotesi di lavoro, basata sugli interrogatori del comandante della nave Grimaldi e del pilota, dovrà trovare riscontro nella memoria del Vdr, la “scatola nera” che registra tutti i dati della navigazione. «Martedì, quando la nave ritornerà in porto acquisiremo la registrazione del Vdr», precisa il comandante Trogu. La ricostruzione precisa dell’accaduto sarà fondamentale per accertare le eventuali responsabilità.

Versione Onorato. La Moby fissa invece la presenza del rimorchiatore Mascalzone scatenato nello specchio di mare di Cala Saccaia dopo l’incagliamento del cargo Grimaldi, registrato alle 4.22. «Il nostro rimorchiatore – spiegano dal gruppo Moby – è stato chiamato subito dopo che la nave si è incagliata. Il cargo è entrato in porto senza rimorchio, anche perché non c’erano condizioni di vento tali da richiederne l’utilizzo. Mascalzone scatenato ha fatto un primo tentativo per disincagliare la nave che però è fallito. Il cargo era troppo insabbiato». È stato quindi necessario far arrivare un secondo mezzo, il Vincenzo Onorato, di base a Porto Torres. Ma solo dopo l’arrivo del terzo rinforzo ieri mattina, l’Andrea Onorato da Cagliari, l’Eurocargo Valencia è stato liberato. «Un’operazione complessa – commenta in una nota Moby – conclusa positivamente grazie alla competenza tecnica dell’equipaggio». A tutti gli uomini impegnati nell’operazione è arrivato l’elogio dell’amministratore delegato della compagnia della balena blu, Achille Onorato.

L’ordinanza. Un’ordinanza della Capitaneria di porto detta le regole di sicurezza delle navi che entrano ed escono dal porto di Olbia. Stabilisce che il servizio di rimorchio diventa obbligatorio in caso di venti con nodi pari o superiori a 20 e raffiche di 25».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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