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Periti e avvocati per dimostrare i danni alle cozze

Periti e avvocati per dimostrare i danni alle cozze

La Capitaneria di porto esclude che l’incidente dell’Eurocargo Valencia abbia causato danni alle vicine aree dedicate all’allevamento delle cozze. La pensano diversamente cinque aziende del mare,...

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La Capitaneria di porto esclude che l’incidente dell’Eurocargo Valencia abbia causato danni alle vicine aree dedicate all’allevamento delle cozze. La pensano diversamente cinque aziende del mare, socie del Consorzio molluschicoltori: Il faro di Ivan Giua, Shardana mitili di Cristian Giua, la cooperativa Dego Mitili della famiglia Degortes, Sa. Ma di Salvatore Farina e Nuova OlbiaMitili. Il presidente del Consorzio molluschicoltori, Raffaele Bigi, sulla base di una prima verifica sul campo, parla di una quarantina di filari ammatassati, quattro spariti insieme ai corpi morti. Ai danni delle strutture in cui si allevano le cozze va aggiunto il prodotto perso. Solo la denuncia alla Capitaneria di Giua (seguito dall’avvocato Michele Ponsano), parla di 2500 quintali di cozze pronte alla vendita andate a fondo. A cui va aggiunto il danno subìto dai filari e la perdita di un’ottantina di corpi morti.

Sono cominciate ieri le prime opere di aggallamento nell’impianto della DagoMitili. È l’operazione con cui si cerca di riportare a galla le cozze che sono finite sul fondo del mare. Anche in questo caso saranno i periti a stabilire l’entità dei danni subiti dall’impianto. Spetterà poi al lavoro incrociato di periti e avvocati individuare la causa e le responsabilità. Le prime ipotesi avanzate dai legali parlano di una forte movimentazione di acqua, provocata dalla nave Grimaldi o dal rimorchiatore Onorato, che avrebbe travolto gli allevamenti di cozze.

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