Tragedia a Pittulongu, muore 79enne
di Tiziana Simula
Il pensionato si è accasciato sulla battigia mentre usciva dall’acqua, forse stroncato da un infarto. Inutili i soccorsi
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OLBIA. Si è accasciato improvvisamente sulla battigia, mentre usciva dall’acqua. E non si è più ripreso nonostante i soccorsi immediati e i disperati tentativi di rianimarlo. È morto così, stroncato da un infarto, nella spiaggia affollatissima di Pittulongu, Matteo Pattitoni, 79 anni, originario di Calangianus ma residente in città. Un malore fatale, per il pensionato (cardiopatico), che ieri mattina era andato in spiaggia insieme alla moglie per trascorrere la domenica al mare. La tragedia è avvenuta poco prima delle 10, davanti agli occhi atterriti della moglie e di alcune persone con le quali stava chiacchierando fino a pochi istanti prima della tragedia. Inutili i soccorsi prestati immediatamente prima dal bagnino della società di salvamento e da un vigile del fuoco fuori servizio che si è accorto di quanto stava succedendo, e subito dopo dagli operatori sanitari della medicalizzata del 118 che si trovava nelle vicinanze. Per il pensionato non c’è stato niente da fare. I carabinieri e gli uomini della polizia locale hanno adagiato il corpo dell’uomo sotto l’ombrellone e lo hanno coperto con degli asciugamani, in attesa dell’arrivo del carro funebre.
Pittulongu ieri era affollatissima di bagnanti. Il pensionato e la moglie si erano sistemati a poca distanza dalla Trattoria Rossi (in ricostruzione). Secondo il racconto reso ai carabinieri dalla donna e dai bagnanti vicini, l’uomo sarebbe entrato in acqua per bagnarsi e cercare un po’ di refrigerio in una giornata caldissima. Non si era allontanato, però. Era rimasto nell’acqua bassa, poco distante dal bagnasciuga. Si era rinfrescato e mentre usciva dall’acqua, si è improvvisamente accasciato sulla battigia, colto da malore. Subito sono scattati i soccorsi. L’uomo è stato trascinato sulla sabbia da alcuni bagnanti e dal bagnino che ha cercato di rianimarlo aiutato da un vigile del fuoco fuori servizio, mentre si allertavano le forze dell’ordine e il 118. La medicalizzata, che si trovava nelle vicinanze, è arrivata in pochi minuti. Ma ogni tentativo di rianimare il pensionato è stato inutile.
La tragedia avvenuta a Pittulongu ha lasciato uno strascico polemico. Oltre a esprimere il proprio cordoglio ai familiari della vittima, la Federbalneari Sardegna interviene con forza per rimarcare l’esigenza di creare «una rete di sicurezza e salvamento, pronta ad intervenire nelle spiagge libere particolarmente affollate, come quella di Pittulongu». Un progetto lanciato dalla stessa Federbalneari 10 anni fa, mai realizzato dall’amministrazione comunale di turno. «Per noi – dicono il segretario regionale Federbalneari Sardegna Claudio Maurelli e il presidente Mario Isoni – è inaccettabile che nel 2020, in una spiaggia libera di una località così nota e frequentata di Olbia, possa ancora accadere un evento così tragico. Ringraziamo di cuore la preparazione e il pronto intervento di un neo diplomato addetto al salvataggio della Società nazionale di salvamento, che ha fatto tutto il necessario per soccorrere il bagnante di 79 anni colto da malore. Purtroppo queste situazioni a rischio, le avevamo già fatte notare non oggi ma nel 2010, quando proponemmo di realizzare una rete di sicurezza e salvamento nella spiagge principali di Olbia, in cui vi è grande affluenza estiva, pronta ad intervenire esclusivamente sulle spiagge libere. Allora vi fu un grande interesse. Dopo un anno, questo progetto importante a tutela dei turisti, peraltro finanziato interamente dai proventi dei canoni versati dai balneari, venne abbandonato per destinare le nostre risorse ad altri settori».
Pittulongu ieri era affollatissima di bagnanti. Il pensionato e la moglie si erano sistemati a poca distanza dalla Trattoria Rossi (in ricostruzione). Secondo il racconto reso ai carabinieri dalla donna e dai bagnanti vicini, l’uomo sarebbe entrato in acqua per bagnarsi e cercare un po’ di refrigerio in una giornata caldissima. Non si era allontanato, però. Era rimasto nell’acqua bassa, poco distante dal bagnasciuga. Si era rinfrescato e mentre usciva dall’acqua, si è improvvisamente accasciato sulla battigia, colto da malore. Subito sono scattati i soccorsi. L’uomo è stato trascinato sulla sabbia da alcuni bagnanti e dal bagnino che ha cercato di rianimarlo aiutato da un vigile del fuoco fuori servizio, mentre si allertavano le forze dell’ordine e il 118. La medicalizzata, che si trovava nelle vicinanze, è arrivata in pochi minuti. Ma ogni tentativo di rianimare il pensionato è stato inutile.
La tragedia avvenuta a Pittulongu ha lasciato uno strascico polemico. Oltre a esprimere il proprio cordoglio ai familiari della vittima, la Federbalneari Sardegna interviene con forza per rimarcare l’esigenza di creare «una rete di sicurezza e salvamento, pronta ad intervenire nelle spiagge libere particolarmente affollate, come quella di Pittulongu». Un progetto lanciato dalla stessa Federbalneari 10 anni fa, mai realizzato dall’amministrazione comunale di turno. «Per noi – dicono il segretario regionale Federbalneari Sardegna Claudio Maurelli e il presidente Mario Isoni – è inaccettabile che nel 2020, in una spiaggia libera di una località così nota e frequentata di Olbia, possa ancora accadere un evento così tragico. Ringraziamo di cuore la preparazione e il pronto intervento di un neo diplomato addetto al salvataggio della Società nazionale di salvamento, che ha fatto tutto il necessario per soccorrere il bagnante di 79 anni colto da malore. Purtroppo queste situazioni a rischio, le avevamo già fatte notare non oggi ma nel 2010, quando proponemmo di realizzare una rete di sicurezza e salvamento nella spiagge principali di Olbia, in cui vi è grande affluenza estiva, pronta ad intervenire esclusivamente sulle spiagge libere. Allora vi fu un grande interesse. Dopo un anno, questo progetto importante a tutela dei turisti, peraltro finanziato interamente dai proventi dei canoni versati dai balneari, venne abbandonato per destinare le nostre risorse ad altri settori».
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