“Toccava” la nipote di dieci anni: zio a processo
di Tiziana Simula
Il 42enne è accusato di abusi sessuali. Il fatto sarebbe avvenuto durante un compleanno, a Cannigione
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ARZACHENA. È accusato di aver abusato della nipotina di appena dieci anni: l’avrebbe toccata nelle parti intime e poi avrebbe preso la sua manina per farsi toccare. Si è aperto ieri mattina, davanti al tribunale in composizione collegiale presieduto dal giudice Marco Contu – pubblico ministero Ilaria Corbelli – il processo nei confronti del presunto zio pedofilo.
L’uomo, un 42enne, di origine romena, in Italia da oltre dieci anni, assistito dall’avvocato Ezia Orecchioni, deve difendersi dalla pesante accusa di abusi sessuali nei confronti della minore. Era stato rinviato a giudizio dal giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Tempio, Caterina Interlandi, nel febbraio 2019.
Una storia drammatica, secondo la ricostruzione degli inquirenti, parzialmente confermata dalla stessa bambina che suo tempo era stata sentita in forma protetta in sede di incidente probatorio. Ma il 42enne, attraverso il suo difensore, si è sempre dichiarato innocente, respingendo ogni accusa.
L’abuso contestato all’imputato risale alla fine del luglio 2017 e sarebbe avvenuto a Cannigione durante una festa di compleanno alla quale la piccola era stata invitata.
A far scattare le indagini della Procura di Tempio era stata la denuncia della mamma che non era, però, presente a quel compleanno. Il presunto abuso sessuale era stato denunciato dalla donna dopo che sua sorella, nonché moglie dell’imputato, presente, invece, alla festa, le aveva raccontato di aver visto suo marito toccare la bambina durante la festa.
La Procura di Tempio contesta all’uomo di aver costretto sua nipote a subire atti sessuali, o meglio «atti di libidine con contatto corporeo»: secondo le accuse, le avrebbe prima infilato la mano dentro i pantaloncini toccandole le parti intime, e poi, le avrebbe preso la mano e l’avrebbe appoggiata sui propri organi genitali.
Le indagini preliminari sono andate avanti per quasi un anno e si sono concluse nel maggio di due anni fa.
Ieri mattina, il via al processo. I genitori della bambina si sono costituiti parte civile con l’avvocato Monica Rosa Corneli.
L’uomo, un 42enne, di origine romena, in Italia da oltre dieci anni, assistito dall’avvocato Ezia Orecchioni, deve difendersi dalla pesante accusa di abusi sessuali nei confronti della minore. Era stato rinviato a giudizio dal giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Tempio, Caterina Interlandi, nel febbraio 2019.
Una storia drammatica, secondo la ricostruzione degli inquirenti, parzialmente confermata dalla stessa bambina che suo tempo era stata sentita in forma protetta in sede di incidente probatorio. Ma il 42enne, attraverso il suo difensore, si è sempre dichiarato innocente, respingendo ogni accusa.
L’abuso contestato all’imputato risale alla fine del luglio 2017 e sarebbe avvenuto a Cannigione durante una festa di compleanno alla quale la piccola era stata invitata.
A far scattare le indagini della Procura di Tempio era stata la denuncia della mamma che non era, però, presente a quel compleanno. Il presunto abuso sessuale era stato denunciato dalla donna dopo che sua sorella, nonché moglie dell’imputato, presente, invece, alla festa, le aveva raccontato di aver visto suo marito toccare la bambina durante la festa.
La Procura di Tempio contesta all’uomo di aver costretto sua nipote a subire atti sessuali, o meglio «atti di libidine con contatto corporeo»: secondo le accuse, le avrebbe prima infilato la mano dentro i pantaloncini toccandole le parti intime, e poi, le avrebbe preso la mano e l’avrebbe appoggiata sui propri organi genitali.
Le indagini preliminari sono andate avanti per quasi un anno e si sono concluse nel maggio di due anni fa.
Ieri mattina, il via al processo. I genitori della bambina si sono costituiti parte civile con l’avvocato Monica Rosa Corneli.
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