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Olbia

Pochi turisti e zero aiuti a picco il piccolo naviglio

di Walkiria Baldinelli
Pochi turisti e zero aiuti a picco il piccolo naviglio

Santa Teresa, protesta pacifica degli armatori del trasporto passeggeri in crisi «Non abbiamo ricevuto la cassa integrazione e non c’è un piano di rilancio» 

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SANTA TERESA. Nuovo grido d’allarme degli armatori isolani del trasporto passeggeri. Sono preoccupati per la salvaguardia di attività e posti di lavoro. «La cassa integrazione è terminata – spiega il presidente del Consorzio delle Bocche di Santa Teresa, Giovanni Nicolai, anche in veste di consigliere nazionale dell’ Aiatp (Associazione italiana armatori trasporto passeggeri) –, l’Inps non ha ancora accreditato i 600 euro previsti nel decreto di rilancio post emergenza sanitaria. E all’orizzonte non si profila alcun piano di rilancio per questo settore».

Alla protesta pacifica della marineria di Santa Teresa partita dal molo turistico si sono aggiunte in contemporanea quelle delle altre realtà sarde e della Penisola. «Dipendenti di mare e di terra del naviglio minore. Senza giubbotto di salvataggio, a oggi marittimi e dipendenti stagionali senza alcun aiuto economico», è la scritta in maiuscolo riportata su uno striscione a bordo di una delle imbarcazioni della flotta del Consorzio delle Bocche.

La fase 3 dell’emergenza da Covid-19 non sta dando i risultati sperati. Nicolai descrive la situazione critica delle attività: «Al di là delle prescrizioni imposte, di fatto, per ogni imbarcazione della flotta abbiamo ridotto del 50 percento il numero dei passeggeri trasportati. Siamo a luglio, ma stiamo lavorando come se fossimo a maggio dello scorso anno. Rischiamo di collassare perché, ad esempio, ieri per le gite alle isole dell’arcipelago siamo usciti con due imbarcazioni e abbiamo trasportato solo 150 passeggeri». Sono 25 le imprese sarde della flotta nazionale dell’Aiatp, che conta più di 1.450 unità e 106 società che annualmente trasportano circa 38 milioni di turisti. «Fino all’anno scorso – spiega Nicolai –, la media delle tratte sarde conteggiate nel bilancio nazionale era di 12mila passeggeri giornalieri. I piccoli armatori isolani sono di Santa Teresa, La Maddalena, Palau, Cannigione, Porto Rotondo, Siniscola, Cala Gonone, Arbatax, Villasimius, Alghero e Stintino. Le aziende in media impiegano 300 lavoratori stagionali, numero ovviamente ridotto drasticamente durante questa stagione». Al quale si aggiunge quello dell’indotto della cantieristica portuale e navale. «Da aprile fino a oggi – aggiunge Nicolai –, è cambiato poco o nulla. Terminati i fondi per la cassaintegrazione il Governo non ha fatto nulla per risolvere la crisi del nostro settore, inserito in un ramo del comparto industriale e non in quello turistico». Prima della pandemia, ogni anno, gli operatori nautici svolgevano le loro attività da aprile a ottobre. «Speravamo in una ripresa – conclude –, già da questo mese, invece i numeri sono davvero bassi. Lanciamo l'ennesimo grido d'allarme, i numeri parlano di soli».

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