La Nuova Sardegna

Olbia

Energia green dall’acqua dalla Regione un secco no

di Serena Lullia
Energia green dall’acqua dalla Regione un secco no

Il progetto del Consorzio di bonifica è finanziato dal ministero già dal 2013 La giunta Solinas boccia l’opera, poi la autofinanzia con 5 milioni e la dà a Enas

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OLBIA. La Regione spegne la centrale idroelettrica sul Liscia. Il governo cagliaritano ribadisce il suo no al Consorzio di bonifica della Gallura che per realizzare l’opera da oltre 2 milioni di euro aveva ottenuto un finanziamento dal ministero dell’Agricoltura già nel 2013. La giunta Solinas decide invece di autofinanziare con 5 milioni la stessa opera, ma in favore dell’Enas, l’ente regionale acque della Sardegna. Il governo sardo-leghista va anche oltre. Impugna l’ultima sentenza datata febbraio 2020 che sancisce la legittimità del Consorzio a costruire la centrale e annuncia di voler ricorrere alla Corte di giustizia europea. L’ente gallurese guidato dal presidente Marco Marrone risponde al fuoco amico con una richiesta di risarcimento milionaria.

Il progetto. Nel 2013 il Consorzio di bonifica, ente vigilato dalla Regione, ottiene un finanziamento al 30% dal ministero dell’Agricoltura per una mini centrale idroelettrica. Il progetto da 2 milioni e 300mila euro prevede di trasformare in energia i 100 milioni di metri cubi della diga del Liscia. «In pratica il Consorzio chiede di turbinare l’acqua per produrre energia green – spiega l’avvocato Franco Milia che assiste il Consorzio –. Per legge regionale i consorzi possono gestire centrali idroelettriche. Principio sancito anche dal Codice dell’Ambiente. Dopo 120 giorni dalla richiesta, in caso di mancata risposta vige il silenzio assenso».

La battaglia legale. La Regione, in ritardo rispetto ai 120 giorni, nel maggio 2014 rigetta il progetto e finanzia la stessa mini centrale in favore di Enas. Il Consorzio ricorre al Tribunale superiore delle acque pubbliche. Che nel luglio 2017 dichiara illegittimo il no della Regione. Sentenza impugnata da Regione ed Enas a cui danno però torto le sezioni unite della Suprema corte di Cassazione. «Nell’ottobre 2019 – sottolinea il direttore del Consorzio Giosuè Brundu – la Regione comunica di aver rifinanziato la centrale idroelettrica per 5milioni di risorse regionali a Enas pur essendo ancora in piedi il finanziamento del Governo. A febbraio la sentenza con cui il Tribunale superiore delle acque pubbliche accerta l’illegittimità della condotta della Regione dal 2017. Ma il 25 giugno cosa fa la giunta Solinas? Presenta ricorso alla Sezione unite della Cassazione e alla Corte di giustizia».

Regione matrigna. Dura la reazione delle associazioni di categoria, Cia, Coldiretti e Confagricoltura. «Dove sono i nostri consiglieri galluresi di maggioranza e i nostri assessori? Capiamo che siano presi dal dio mattone, ma le campagne hanno diritto di essere ascoltate. Questa Regione ce l’ha con l’agricoltura e con la Gallura. Facciamo fronte unito per ottenere i nostri diritti».

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