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Olbia

A Olbia i medici pronti a lavorare ci sono ma nessuno è stato ancora chiamato

di Stefania Puorro
A Olbia i medici pronti a lavorare ci sono ma nessuno è stato ancora chiamato

L’Ats ha chiuso sei selezioni e comunicato gli ammessi: ma tutto è fermo. Aspettano l’assegnazione medici di pronto soccorso, ginecologia e pediatria

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OLBIA. Sei selezioni concluse, altrettante graduatorie con ammessi ed esclusi. Ma, per ora, non ci sono state le assegnazioni. E’ il caso della selezione per dirigenti medici di Pediatria: 26 i candidati pronti a lavorare, ormai da qualche settimana. Ma nessuno è ancora stato chiamato. E soprattutto non è arrivato nessuno in Gallura dove, anche la Pediatria, è in affanno totale. Tanto che per tamponare l’emergenza di Tempio (il reparto era stato chiuso per mancanza di specialisti), si è deciso di andare a prendere un pediatra dal Giovanni Paolo II. Con reazioni e proteste da parte del sindaco Settimo Nizzi.

Altra selezione arrivata al termine: quella per gli specialisti del Pronto soccorso. Ci sono 14 medici, in questo caso, che attendono un segnale. Ed ecco la selezione per dirigenti medici di Ostetricia e Ginecologia: 43 candidati, come si legge determinazione dirigenziale dell’Ats del 7 luglio scorso “ammessi alla selezione pubblica, per soli titoli, per l’assunzione a tempo determinato”. Anche per la Chirurgia generale è stata pubblicata due giorni fa la graduatoria (16 ammessi). Stesso discorso per Oncologia (26 candidati in possesso di tutti i requisiti) e Medicina (83). Ma in questo caso le determinazioni risalgono a ieri e l’altro ieri e ci sarà da aspettare.

Se è vero che l’Ats ha ribadito, proprio a causa della carenza di organici in corsia, di avere indetto «diverse selezioni pubbliche per l’assunzione di medici, infermieri, operatori sanitari e tecnici specializzati (l’ultima in ordine di tempo è quella per trovare specialisti di anestesia e rianimazione)», è anche vero che le procedure vanno avanti adagio. Il vero nodo, però, come più volte hanno sottolineato i sindacati, sta proprio nelle selezioni. Si tratta sempre di occupazioni a tempo determinato. Niente concorsi, invece: unica possibilità per ottenere un’assunzione in via definitiva.

C’è un’altra selezione che resta appesa: è quella per la Neurochirurgia, il cui termine per presentare le domande è scaduto il 1° luglio.

Ancora qualche giorno di tempo, invece, per i medici che troveranno un posto in Nefrologia e Psichiatria. In questi casi c’è tempo per presentare le domande sino al 24 luglio.

Restano da pubblicare, infine, le selezioni per Patologia clinica, Ematologia, Direzione medicina di presidio ospedaliero, Gastroenterologia, Geriatria, Medicina Fisica e Riabilitazione, Urologia, Neurologia, Ortopedia e Traumatologia, Igiene epidemiologica e Sanità Pubblica, Organizzazione dei servizi sanitari di base e Dirigente Biologo.

La domanda che ci si pone è sempre una: in quali ospedali andranno a lavorare i medici? L’emergenza assoluta la vive la Gallura, con un organico notevolmente sottodimensionato rispetto ad altre realtà dell’isola, e i vertici dell’Ats e della Assl di Olbia hanno sempre detto che a Olbia, Tempio e La Maddalena “non vuole andare nessuno”.

Ma c’è un paradosso. Perché c’è stato chi, invece, ha esplicitamente indicato come sede di lavoro La Maddalena ed è stato tagliato fuori per un piccolo dettaglio. Un caso, questo, di cui aveva parlato in consiglio comunale il primario di Ostetricia e Ginecologia Antonio Rubattu. Era stato lui a raccontare di una ginecologa che aveva scelto La Maddalena per gli ultimi anni della sua carriera. Aveva compilato la domanda on line, non inserendo solo i dati della sua carta d’identità. Un passaggio evidentemente non fondamentale, visto che il sistema le aveva fatto concludere la procedura.

Ebbene: la ginecologa in questione è stata scartata.

E non perché non avesse titoli e requisiti (quelli li aveva, in abbondanza), ma solo perché non aveva inserito il numero del suo documento.

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