Granite in spiaggia, il Tar dà ragione agli ambulanti
di Walkiria Baldinelli
Arzachena, il giudice sospende l’ordinanza che vieta la vendita itinerante Via libera alla commercializzazione sui litorali e vicino ai siti archeologici
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ARZACHENA. La Sea and sun può continuare la vendita itinerante di granite artigianali sulle spiagge. Lo stabilisce il Tar che con decreto ha sospeso il divieto del Comune di svolgere attività ambulante sulle spiagge e vicino ai siti archeologici. L’udienza nel merito è fissata al 5 agosto.
Al centro della querelle l’ordinanza sindacale firmata da Roberto Ragnedda che, dal 15 giugno al 30 settembre, vieta l’utilizzo di contenitori in plastica, mira a tutelare i luoghi sotto l’aspetto ambientale/paesaggistico. E la salvaguardia della salute della collettività dei villeggianti, “messa a rischio dalla possibile diffusione del Covid-19” proprio in ragione della tipologia del commercio in questione: carretti spinti a braccia da un operatore che si spostano lungo il litorale. «L’ordinanza comunale impugnata – si legge nel decreto del Tar –, non appare sufficientemente motivata in ordine alle specifiche ragioni di urgenza a supporto» della decisione del sindaco.
L’azienda nel mese di febbraio aveva presentato un’istanza di commercializzazione in spiaggia per l’estate 2020 delle proprie granite artigianali, prodotte a San Sperate e caratterizzate dall’utilizzo di pezzi di frutta fresca. Il Comune ha applicato l’ordinanza sindacale del mese di giugno 2019, che prevede limitazioni e divieti al commercio itinerante su aree di particolare valore storico, artistico e ambientale. Vieta dal 15 giugno al 30 settembre il commercio ambulante e/o qualsiasi altra modalità che presupponga stabile occupazione di aree demaniale. Il provvedimento interessa 30 spiagge, tra le quali Tanca Manna, Cala Battistoni, Grande Pevero, Romazzino, La Celvia, Li Itrieddi e Liscia Ruja. Questo primo stop all’ordinanza potrebbe innescare domande di risarcimento, già lo scorso anno l’azienda aveva presentato ricorso e ottenuto poi il via libera alla commercializzazione di granite. «In aggiunta alle argomentazioni dello scorso anno – commentano i legali della ditta, Eulo e Paolo Cotza, quest’anno il sindaco ha fatto appello anche a presunte preoccupazioni pandemiche e correlate esigenze di arginare la diffusione del Covid19. Nessuna di queste ragioni pare sostenibile. Quanto al divieto di impiego di bicchierini di plastica la disciplina comunitaria prevedere l’entrata in vigore solo dal 2021 e esclusivamente per i piatti. Sembra inconsistente la pretesa di identificare il commercio itinerante come possibile occasione di diffusione del coronavirus». Affermano infine i legali: «Anche quest’anno si è tentato di bloccare l’iniziativa con argomentazioni infondate e pretestuose. Adesso potrebbe scattare l’ora delle domande di risarcimento».
Al centro della querelle l’ordinanza sindacale firmata da Roberto Ragnedda che, dal 15 giugno al 30 settembre, vieta l’utilizzo di contenitori in plastica, mira a tutelare i luoghi sotto l’aspetto ambientale/paesaggistico. E la salvaguardia della salute della collettività dei villeggianti, “messa a rischio dalla possibile diffusione del Covid-19” proprio in ragione della tipologia del commercio in questione: carretti spinti a braccia da un operatore che si spostano lungo il litorale. «L’ordinanza comunale impugnata – si legge nel decreto del Tar –, non appare sufficientemente motivata in ordine alle specifiche ragioni di urgenza a supporto» della decisione del sindaco.
L’azienda nel mese di febbraio aveva presentato un’istanza di commercializzazione in spiaggia per l’estate 2020 delle proprie granite artigianali, prodotte a San Sperate e caratterizzate dall’utilizzo di pezzi di frutta fresca. Il Comune ha applicato l’ordinanza sindacale del mese di giugno 2019, che prevede limitazioni e divieti al commercio itinerante su aree di particolare valore storico, artistico e ambientale. Vieta dal 15 giugno al 30 settembre il commercio ambulante e/o qualsiasi altra modalità che presupponga stabile occupazione di aree demaniale. Il provvedimento interessa 30 spiagge, tra le quali Tanca Manna, Cala Battistoni, Grande Pevero, Romazzino, La Celvia, Li Itrieddi e Liscia Ruja. Questo primo stop all’ordinanza potrebbe innescare domande di risarcimento, già lo scorso anno l’azienda aveva presentato ricorso e ottenuto poi il via libera alla commercializzazione di granite. «In aggiunta alle argomentazioni dello scorso anno – commentano i legali della ditta, Eulo e Paolo Cotza, quest’anno il sindaco ha fatto appello anche a presunte preoccupazioni pandemiche e correlate esigenze di arginare la diffusione del Covid19. Nessuna di queste ragioni pare sostenibile. Quanto al divieto di impiego di bicchierini di plastica la disciplina comunitaria prevedere l’entrata in vigore solo dal 2021 e esclusivamente per i piatti. Sembra inconsistente la pretesa di identificare il commercio itinerante come possibile occasione di diffusione del coronavirus». Affermano infine i legali: «Anche quest’anno si è tentato di bloccare l’iniziativa con argomentazioni infondate e pretestuose. Adesso potrebbe scattare l’ora delle domande di risarcimento».
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