Zuffa in centro con coltello La gente: «Abbiamo paura»
Ferito un giovane marocchino, la polizia arresta un ventenne brasiliano Insorgono gli abitanti di via Pisa: «Risse e spaccio di droga: qui succede di tutto»
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OLBIA. Una lite finita nel sangue. Con un ragazzo marocchino, accoltellato al fianco, ricoverato all’ospedale da venerdì sera. Non è in pericolo di vita. L’aggressore, un ventenne di origine brasiliana, è stato arrestato.
A raccontare quella che si sarebbe potuta trasformare in tragedia sono gli abitanti di via Pisa. Quella zona del cuore del centro storico, a due passi da piazza Mercato, dove si convive con risse, spaccio di droga e schiamazzi. E dove si concentrano maggiormente i controlli delle forze dell’ordine.
Tutto ha avuto inizio attorno alle 21,30 dell’altro ieri. «Abbiamo sentito due ragazzi che urlavano sulla strada, come spesso accade, e ci siamo spaventati - racconta la gente del posto -. Ci siamo affacciati alle finestre mentre qualcuno, nel frattempo, aveva già chiamato il 113. In pochi secondi la situazione è degenerata. Uno dei due accusava l’altro di avergli rubato il telefonino e il presunto ladro ha tirato fuori un coltello. E subito dopo ha colpito il suo avversario. Ma non è finita lì. Perché il ferito ha trovato la forza di reagire e la lotta tra i due è andata avanti. Sino a quando non sono arrivate prima una volante della polizia e poi un’ambulanza del 118».
L’aggressore è stato arrestato, mentre il giovane accoltellato, che aveva perso molto sangue, è stato portato al Giovanni Paolo II.
Gli uomini del commissariato di via Copenaghen hanno lavorato tutta la notte: hanno raccolto le testimonianze degli abitanti e di alcune ragazze. Poi, al mattino, i poliziotti della scientifica sono tornati in via Pisa per cercare il coltello che pare fosse stato lanciato all’interno di un giardino privato.
Il ragazzo marocchino, dal suo letto dell’ospedale, ha scritto un post sul suo profilo facebook. E ha accusato con durissime parole l’aggressore. «Ti ho fatto salire in macchina, ti ho offerto una sigaretta e tu mi hai invece rubato il telefonino. Poi mi hai accoltellato bucandomi milza e polmone. Ma io ti ho gonfiato lo stesso».
Una brutta storia di cui ieri i giovani olbiesi non facevano che parlare. E che, per l’ennesima volta, ha scosso gli abitanti di via Pisa e della vicina via Palermo.
«Ogni giorno capita qualcosa sotto le nostre finestre e davanti alle nostre porte. A volte assistiamo allo spaccio di droga, altre volte ancora dobbiamo convivere con le urla, la musica a tutto volume, gli schiamazzi di chi si ubriaca. Le forze dell’ordine fanno tutto il possibile, ma la nostra serenità è ormai minata. E continuiamo a vivere nella paura». (s.p.)
A raccontare quella che si sarebbe potuta trasformare in tragedia sono gli abitanti di via Pisa. Quella zona del cuore del centro storico, a due passi da piazza Mercato, dove si convive con risse, spaccio di droga e schiamazzi. E dove si concentrano maggiormente i controlli delle forze dell’ordine.
Tutto ha avuto inizio attorno alle 21,30 dell’altro ieri. «Abbiamo sentito due ragazzi che urlavano sulla strada, come spesso accade, e ci siamo spaventati - racconta la gente del posto -. Ci siamo affacciati alle finestre mentre qualcuno, nel frattempo, aveva già chiamato il 113. In pochi secondi la situazione è degenerata. Uno dei due accusava l’altro di avergli rubato il telefonino e il presunto ladro ha tirato fuori un coltello. E subito dopo ha colpito il suo avversario. Ma non è finita lì. Perché il ferito ha trovato la forza di reagire e la lotta tra i due è andata avanti. Sino a quando non sono arrivate prima una volante della polizia e poi un’ambulanza del 118».
L’aggressore è stato arrestato, mentre il giovane accoltellato, che aveva perso molto sangue, è stato portato al Giovanni Paolo II.
Gli uomini del commissariato di via Copenaghen hanno lavorato tutta la notte: hanno raccolto le testimonianze degli abitanti e di alcune ragazze. Poi, al mattino, i poliziotti della scientifica sono tornati in via Pisa per cercare il coltello che pare fosse stato lanciato all’interno di un giardino privato.
Il ragazzo marocchino, dal suo letto dell’ospedale, ha scritto un post sul suo profilo facebook. E ha accusato con durissime parole l’aggressore. «Ti ho fatto salire in macchina, ti ho offerto una sigaretta e tu mi hai invece rubato il telefonino. Poi mi hai accoltellato bucandomi milza e polmone. Ma io ti ho gonfiato lo stesso».
Una brutta storia di cui ieri i giovani olbiesi non facevano che parlare. E che, per l’ennesima volta, ha scosso gli abitanti di via Pisa e della vicina via Palermo.
«Ogni giorno capita qualcosa sotto le nostre finestre e davanti alle nostre porte. A volte assistiamo allo spaccio di droga, altre volte ancora dobbiamo convivere con le urla, la musica a tutto volume, gli schiamazzi di chi si ubriaca. Le forze dell’ordine fanno tutto il possibile, ma la nostra serenità è ormai minata. E continuiamo a vivere nella paura». (s.p.)
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