La Nuova Sardegna

Olbia

“l’estate” di 55 anni fa 

La vecchia Olbia in un film sempre lavori sul lungomare

di Dario Budroni
La vecchia Olbia in un film sempre lavori sul lungomare

OLBIA. Cumuli di macerie al posto del marciapiede. E in mare una piccola draga che prepara il fondale in vista della costruzione della banchina. In via Redipuglia si lavora senza sosta per realizzare...

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OLBIA. Cumuli di macerie al posto del marciapiede. E in mare una piccola draga che prepara il fondale in vista della costruzione della banchina. In via Redipuglia si lavora senza sosta per realizzare il lungomare e soprattutto una strada che, passando davanti alla caserma dei vigili del fuoco, va a finire direttamente nella zona del ponte di ferro.

Non è il cantiere del 2020 ma quello di 55 anni fa. E a catturarlo è stata una telecamera della troupe che nel 1965 si trovava in Gallura per girare il film «L’estate», diretto dal regista Paolo Spinola e poi uscito nelle sale cinematografiche nel 1966. Una pellicola caratterizzata dalle tipiche atmosfere degli anni Sessanta e che racconta gli sviluppi quasi drammatici di un triangolo amoroso nato proprio in Sardegna, tra Olbia e la Costa Smeralda.

Il primo cantiere. Il film di Spinola, con protagonista Enrico Maria Salerno, è ambientato in una Gallura che, trainata dalla Costa Smeralda, si stava affermando come meta turistica internazionale. Diverse scene sono state quindi girate a Olbia. Tra le tante anche una nell’attuale via Redipuglia, dove fino alla metà degli anni Sessanta non esisteva una vera e propria strada. La stessa caserma dei vigili del fuoco, demolita lo scorso ottobre per fare spazio alla nuova piazza Crispi, si affacciava direttamente su uno specchio d’acqua con scogli e spiaggette. In quel periodo venne quindi deciso di realizzare una nuova via, proprio in questi mesi interessata dall’importante operazione di restyling che cambierà il volto al lungomare. Nel film «L’estate» si può dunque notare parte del vecchio cantiere, con le macerie e una draga, più una barca a vela latina ormeggiata e in lontananza le case popolari di via Roma.

La vecchia Olbia. Via Redipuglia a parte, nel film di Spinola si vede anche il municipio, prima dei lavori di ristrutturazione degli anni Novanta. E poi sempre la zona del molo Brin, diversissima rispetto a ora: al posto dei prati verdi e di piazza Elena di Gallura ci sono mura, camion e gru. Non poteva mancare il vecchio aeroporto di Venafiorita, riattivato pochissimo tempo prima per permettere ad Alisarda, la compagnia aerea appena fondata dall’Aga Khan, di portare i primi turisti in Gallura. Sulla pista di Venafiorita, dove due anni fa George Clooney ha girato la serie tv «Catch-22», si vedono appunto un primitivo aereo di Alisarda, un camion dei vigili del fuoco e piccole strutture aeroportuali. Poi una battuta del film che fa sicuramente sorridere, se rapportata ai giorni di oggi. Si scopre infatti che una protagonista della pellicola ha guidato l’auto dalla città fino a Venafiorita senza avere la patente. Quindi qualcuno le chiede: «Ma hai guidato tu? E se ti beccano senza patente?». La risposta: «Qui a Olbia? Ma figurati!». Tantissime scene del film sono state naturalmente girate anche in barca e in spiaggia. Si nota addirittura lo specchio di mare di Cala Moresca, con Figarolo e Tavolara sullo sfondo, e poi molta Costa Smeralda, con gli inconfondibili colori del mare e l’iconico hotel Cala di Volpe fresco di inaugurazione.

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