La Nuova Sardegna

Olbia

Comunali 2021, l'ex senatore Sanciu: «Nizzi ha tradito la città. La Grande coalizione? Processo quasi inarrestabile»

SERENA LULLIA
Comunali 2021, l'ex senatore Sanciu: «Nizzi ha tradito la città. La Grande coalizione? Processo quasi inarrestabile»

L'ex uomo forte di Forza Italia si racconta per la prima volta a quattro anni dalla rottura con il sindaco «Ho creduto in lui nel 2016. Nessun fatto personale, solo politico. Ora serve un progetto civico»

4 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Da appassionato sponsor della lista guidata da Settimo Nizzi nel 2016 a granitico sostenitore del progetto civico che si contrappone al sindaco per il 2021. Fedele Sanciu, ex presidente della Provincia e senatore, ex uomo forte di Forza Italia, non rinnega di aver messo faccia e cuore per riportare in municipio l’allora amico Nizzi. Ripudia però il modo in cui il sindaco ha amministrato. Sanciu lo chiama sistema N. Un sistema di governo a suo dire autoritario e antidemocratico, «che ha trasformato assessori e consiglieri in sbiadite comparse, utili per alzare la mano in giunta o in Consiglio su provvedimenti di cui sono ignari. Che ha succhiato milioni di euro dalle tasche dei cittadini con una Ztl illegittima. Che ha lasciato una bomba ecologica innescata nella periferia di Sa Corroncedda. E che con la presunzione di sostituirsi alla scienza ha bloccato il piano di messa in sicurezza della città». A quattro anni dal divorzio politico con Nizzi, Sanciu rompe il silenzio per la prima volta e si racconta alla Nuova Sardegna. E spiega perché abbia abbandonato la finestra privilegiata da cui ha osservato fino a oggi la politica locale.

Voce squillante da ragazzino, una passione per la politica da neofita più che da veterano. Sanciu siede al tavolo della grosse koalition in salsa olbiese da protagonista. «Sono solo un cittadino sensibile a ciò che è successo in questi anni in città – spiega –. Non sarò candidato, né mi proporrò per una candidatura. Il mio vuole essere il sostegno di un uomo che ha avuto tanto da questa città e dalla politica. L’ultimo sforzo per creare una nuova classe dirigente a cui affidare il futuro della nostra comunità».

Sanciu non nega di aver contribuito a far riconquistare a Nizzi le chiavi della città. «Certo che è stato eletto grazie a me – afferma –. Lo sostenni quando esponenti di peso del centro destra a livello regionale e nazionale, e della stessa FI, erano contro di lui». Sanciu spiega cosa lo spinse a sostenere Nizzi nel 2016. «Quelle scuse rivolte ai cittadini – spiega –. Vidi in lui un uomo nuovo, di esperienza, con una maturità politica tale da aprire al confronto democratico con i cittadini e con i compagni di viaggio democraticamente eletti. Il giorno dopo il voto è ritornato la persona di sempre. No, non c’è stata nessuna luna di miele. Ha dimenticato da subito il progetto politico per cui era stato candidato e la gente ci aveva votato, per calare su Olbia il suo personale e solitario programma, senza confronto, tollerando pochi eletti messi a presidiare i centri di potere per eseguire le sue direttive. Ci siamo ritrovati con un sindaco che per un anno ha fatto anche il vice ed è assessore all’Urbanistica perché, come lui stesso dice, nessuno può farlo meglio. Infatti pianifica da solo il Pul e il Puc. E invece di confrontarsi con garbo istituzionale per modificare il piano anti-alluvione ne finanzia un altro che porta il suo nome. Un delirio di onnipotenza che mi spaventa».

È però vero che l’assessore Silvana Pinducciu, espressione dell’area di Sanciu in giunta, non si è mai dimesso. «Silvana non è stata nominata da me ma dal sindaco in base al principio del numero di voti. Non è solo lei sotto scacco. Ogni iniziativa democratica, in giunta come in Consiglio viene soffocata».

Sanciu da qualche settimana partecipa alle riunioni della Grande coalizione anti-Nizzi. Al tavolo Pd, M5s, Pds, FdI, gruppi civici. Nessun imbarazzo a sedere con forze politiche ideologicamente opposte al suo sentire. «Mi assumo le mie responsabilità come ho sempre fatto – precisa –. Prima di tutto è sbagliato svilire questo grande progetto riducendolo a scontro personale tra me e Nizzi. Personalmente non ho nulla contro di lui. Le mie ragioni sono solo politiche. E se si chiede ai coordinatori del Pd, del M5s, di Fdi, della Lega e del Psd’Az diranno tutti la stessa cosa. Nessuno di noi andrà con il Pd o con il M5s. Questo è un progetto civico in cui non c’è nessuna apertura, né porte né finestre, a invasioni ideologiche. Questo è un progetto civico puro che arriva dal basso. Che se riesce a coinvolgere sensibilità diverse ha raggiunto il suo obiettivo: mettere al centro la città, la sua crescita e il suo benessere».

Dopo la notizia della nascita della Grande coalizione c’è stato un appello dei leader del centrodestra all’unità. «In una situazione di normalità mi avrebbe fatto piacere vedere un centrodestra unito, ma è un’ipotesi compromessa dalla presenza ingombrante di un politico che la impedisce. Fdi, come la Lega, il Psd’az, FI potrebbero esprimere giovani brillanti candidati sindaci. Ma così non sarà. Sono certo che il processo democratico della grande coalizione sia quasi inarrestabile».


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative